Il Cornuto Coscienzioso by LupoArtico
Summary:

Lui sterile, lei vuole un figlio a tutti i costi. Con la sua coscienziosa collaborazione.


Categories: Etero, Trio, Cuckold Characters: None
Genres: Racconto
Warnings: None
Challenges:
Series: None
Chapters: 3 Completed: Yes Word count: 7411 Read: 42811 Published: 17/09/2015 Updated: 07/12/2017

1. Capitolo 1 by LupoArtico

2. Capitolo 2 by LupoArtico

3. Capitolo 3 by LupoArtico

Capitolo 1 by LupoArtico
Author's Notes:

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assieme a molti altri racconti personali 
http://iraccontieroticidilupoartico.blogspot.com/

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Antonio non aveva mai visto sua moglie così bella, così desiderabile. Stesa sul loro lettone matrimoniale, nuda, con i seni gonfi e abbandonati in totale libertà, i capezzoli già eretti per la trepidante attesa, Laura le sembrava come la realizzazione concreta del sogno erotico di ogni uomo. I suoi occhi erano socchiusi e le sue gambe divaricate. La vagina era bagnata di umori dopo il piacere delle stimolazioni datele dal preparatorio lavoro di lingua di suo marito.

C'era un'unica nota stonata in quel quadro perfetto: Antonio non era l'unico uomo in quella stanza. Pochi passi più in là, un altro uomo aveva osservato tutta la scena appena consumatasi: un venticinquenne col fisico atletico di un tuffatore olimpionico e con un membro che ne avrebbe potuto fare una star in qualsiasi spogliatoio femminile. Gianni era pronto per scopare Laura, e Antonio aveva dato il suo consenso.

Antonio e Laura erano sposati da sei anni e il loro era un matrimonio ancora pregno di romanticismo. Non c'era anniversario - di nozze, o del loro primo incontro, o addirittura del loro primo bacio, o di qualsiasi altra data che fosse stata importante per la loro coppia - che non venisse puntualmente ricordato e adeguatamente festeggiato. Tanti piccoli teneri gesti quotidiani sottolineavano continuamente a entrambi l'idea che la loro unione sarebbe durata per sempre.

La sola cosa che mancava al loro mondo era un bambino. Per i primi anni usarono metodi anticoncezionali, poiché desideravano consolidare il loro legame prima di introdurre una

terza presenza. Ma quando furono psicologicamente pronti e Laura tentò di farsi mettere incinta, non accadde nulla. Dopo un anno di inutili tentativi, dovettero ammettere che c'era qualche problema. E accurate analisi mediche ne diedero la conferma: Antonio era sterile.

La notizia gettò l'uomo in un profondo sconforto. Per diversi mesi fu irascibile e incline all'alcol, fino a raggiungere unilateralmente la decisione di divorziare da sua moglie, perché lei potesse sentirsi libera di ricostruirsi una vita con un altro uomo capace di darle un figlio. Ma la reazione di lei riuscì a scuoterlo dal suo torpore.

Alla proposta di divorzio, sua moglie Laura reagì prima deridendo la ridicola autocommiserazione del marito, poi si infuriò con lui e infine scoppiò in lacrime al pensiero di perdere Antonio e vedere andare in frantumi la loro unione.

Nel vedere piangere sua moglie, l'uomo provò un senso di colpa tanto intenso che gli si appesantì il cuore con una sensazione quasi fisica. Subito dopo venne travolto da un'altra, del tutto inaspettata, reazione fisica: il suo membro si irrigidì prepotentemente. Stava sperimentando un desiderio sessuale improvviso, intenso e urgente verso sua moglie (la donna che aveva appena detto di voler lasciare) come non ne aveva avvertito mai da quando aveva appreso della propria sterilità.

Si avvicinò alla moglie, la spinse selvaggiamente sul divano e si stese sopra di lei, baciando il suo volto bagnato di lacrime. Un minuto dopo lui la stava scopando con vigore, senza che nessuno dei due si fosse nemmeno denudato. Il suo membro tirato fuori dalla zip abbassata, la gonna di lei sollevata quel tanto che bastava per esporre la sua intimità. La prospettiva di perdere la moglie, diede a Antonio una carica di virilità esplosiva che lo portò a possedere Laura con furia animale.

Dopo l'amplesso selvaggio, Antonio e Laura restarono abbracciati strettamente per lungo tempo,

sussurrandosi dolci parole di riappacificazione e di rinnovo della promessa del loro eterno amore.

Quando l'estasi del momento fu del tutto svanita, la realtà si affacciò di nuovo prepotente nella coscienza dell'uomo, colpendolo come fosse un pugno. Antonio disse alla moglie: "Sto pensando che potremmo ricorrere all'adozione." Ma ecco che Laura freddò subito la sua vana speranza di aver individuato una soluzione.

- "Non voglio il bambino di qualcun altro," - disse lei - "Voglio il mio bambino. Voglio vivere la sensazione di essere incinta. Voglio l'esperienza di avere un bambino che cresce dentro di me e la gioia di partorirlo. Voglio sentirmi i seni gonfi di latte e il mio bambino che succhia la vita dai miei capezzoli."

Afferrò la testa di Antonio fra le mani, ruotando lentamente i pollici sulle le sue tempie.- "Vorresti negarmi tutto questo? E’ questo che vuoi?"

Antonio raddrizzò la schiena, ergendosi nel pieno della sua statura, e con un gesto un po' brusco, di rabbia appena trattenuta, afferrò i polsi di Laura per farla smettere con i suoi movimenti sulle tempie.

- "Come posso negarti ciò che non sono in grado di darti?" - le chiese.

Lei non replicò. Distolse lo sguardo da lui e fissò il vuoto per qualche istante, stizzita. Toccava a Antonio capire cosa volesse dire.

- "Stai parlando dello sperma di un altro uomo?" - disse lui infine, rompendo il silenzio. - "Stai parlando di rivolgerci alla banca del seme?"

- "Sì per quanto riguarda la prima cosa, no per la seconda." - disse lei - "Non voglio

l'inseminazione artificiale. Non voglio un bambino che è stato conservato in una provetta, dentro un frigorifero, per mesi o anni, per poi essere impiantato dentro di me."

Antonio era sconvolto. Laura sembrava del tutto irragionevole, anche se da un punto di vista puramente emotivo, ciò che diceva sembrava avere una sua logica. I due si fissarono l'uno con l'altra per lunghi attimi. Gli occhi di lui esprimevano panico puro nel cogliere tutte le implicazioni di ciò che lei gli stava dicendo.

- "Stai parlando di scopare con un altro uomo!"- esclamò, con un tono carico di orrore.

Le settimane successive trascorsero fra accese tensioni e conflitti nella coppia, anche se Antonio si era definitivamente lasciato alle spalle lo stato depressivo. Questa volta fu lei a offrirgli il divorzio, per lasciarlo libero di trovare una donna che non avanzasse "richieste così terribili", per usare le sue stesse parole. Ma non appena lei ebbe pronunciato la parola "divorzio", il significato di quel termine le si concretizzò davanti come fosse un oggetto solido sospeso nell'aria.

La donna smise di parlare, del tutto incapace di proferire altra parola. Per la prima volta si rendeva conto di tutte le conseguenze emotive di ciò di cui stavano discutendo. Era la prima volta che nel loro matrimonio si affacciava l'eventualità, niente affatto remota, che la loro favola d'amore potesse non durare in eterno come entrambi avevano sempre sperato.

Fu in quell'istante che Antonio decise che avrebbe fatto qualsiasi cosa per non perdere Laura. Qualunque cosa lei le chiedesse! Ma nonostante la decisione appena presa in fondo al suo cuore, non si arrese così tanto facilmente alle richieste della moglie.

- "Nessun divorzio," - le disse - "Se io non posso usare quella parola, neanche tu puoi".

- "E allora... cosa...?" - chiese lei, lasciando la frase la frase sospesa.

- "Quindi, presumo che dovremo andare al bar di qualche night club e agganciare un tipo... e poi andare in una stanza di hotel… e... "

Non aveva neanche finito la sua frase che dovette acchiappare al volo il libro che Laura aveva afferrato da sopra una scrivania per lanciarglielo addosso rabbiosamente.

- "Non in questo modo, idiota" - disse - "Andremo alla banca del seme e troveremo qualcuno con dei buoni geni. E lui verrà qui, non in una camera di albergo. E tu starai con me

quando... quando... quando lui lo farà."

- "Non se ne parla" - replicò Antonio.

- "Deve essere per forza così" - disse lei - "Non capisci il perché? Lui sarà dentro di

me e tu mi abbraccerai e mi bacerai per tutto il tempo. Lui mi donerà lo sperma ma per fare un bambino ci vuole anche amore. Ho bisogno di essere amata mentre lui mi scoperà."

- "Ma? Un trio?" - disse lui.

Lei gli sorrise in un modo molto speciale, un modo che sciolse la costernazione che lui provava e che gli gonfiò il petto facendogli improvvisamente fluire più veloce il sangue in tutto il corpo. Lei si avvicinò a lui, dicendogli:

- "Non pensavo affatto a un trio... ".

E serrò le sue labbra a quelle di lui, premendogli forte i seni sul petto e circondando con la mano a coppa il suo membro e le sue palle.

- "Il pensiero del trio ti ha fatto eccitare, vedo..." - disse lei ridacchiando.

La donna si inginocchiò ai suoi piedi e gli tirò giù la lampo dei pantaloni. Afferrando

con le labbra il suo cazzo, lo fece uscire dagli slip. Sotto l'azione delle esperte succhiate della oglie, i dubbi e le paure di Antonio svanirono temporaneamente, ma l'uomo non poteva certo cancellare la consapevolezza che tutto ciò che le stava proponendo Laura andava contro la sua inclinazione naturale e poteva anche diventare potenzialmente molto pericoloso."

-"Beh..." - pensò - "meglio rischiare il matrimonio fregandosene del pericolo piuttosto

che mandarlo in pezzi per vigliaccheria."

Dopo che Antonio ebbe riempito di sperma la bocca della moglie e Laura ebbe ingoiato ogni

goccia del suo seme, lui le espresse di nuovo i suoi dubbi.

Lei rispose con logica, o almeno con un equivalente femminile molto emotivo della logica e

che Antonio trovava ancora poco convincente. Gli argomenti di lei andavano dal "Sarà una cosa veloce" a "L'uomo dovrà anzitutto essere approvato da te o non se ne farà niente".

E infine la donna se ne uscì anche con un "Potremmo rivolgerci alla banca del seme e farci dare una lista di possibili candidati. Chiedere di incontrarne qualcuno. E tu potresti incontrarli, spiegare cosa vogliamo esattamente e cominciare a prendere confidenza con l'idea. E solo quando ti sentirai del tutto a tuo agio, potremmo procedere."

- "Del tutto a mio agio nello scegliere un uomo per scoparti?" - disse Antonio.

- "E' solo sesso. Perché tutta questa gelosia?" - disse lei - "Quando lui se ne sarà

andato, resterà solo il nostro amore. Voglio solo il suo sperma dentro di me, nient'altro."

- "Sì, ma essere presenti tutti e tre?" - Antonio cominciava a accettare l'idea di concedere sua moglie a un altro uomo, ma essere presente durante l'atto era ancora troppo da mandar giù - "Non sarà un po' troppo affollato?"

- "Scemo!" - replicò lei - "Lui sarà là per fare un lavoro ben preciso; e tu sarai là perché quello è il tuo posto. Il tuo posto è affianco a me. Sempre."

- "Sei sicura che in bambini nascano sani se concepiti in mezzo alla presenza di

estranei?" - chiese lui. Le sue domande erano sempre più bizzarre, ma era il modo in cui reagiva alla stranezza della situazione.

- "C'è sempre un rischio, non importa quanti sforzi tu possa fare." - disse lei.

Infine Antonio dovette venire a patti con l'idea e accettarla. Era pronto non solo a dare il suo assenso ma anche a prendere parte attiva all'organizzazione. Si sarebbe occupato di cercare un soggetto adeguato agli scopi.

Due giorni dopo, la coppia venne contattata dalla banca del seme e Antonio e Laura andarono a un appuntamento presso la sede. Dopo che l'impiegato della banca del seme ebbe mostrato loro un certo numero di candidati, con schede di descrizione fisica, foto, cartelle mediche, schede di storia personale e altro - ma nessun nome né indirizzi o numeri telefonici - l'impiegato chiese ai due di fare la loro scelta.

Antonio e Laura, di comune accordo, individuarono un donatore di sperma che avrebbe potuto essere un candidato ideale, ma quello che occorreva loro era una informazione qualsiasi per poter contattare il donatore direttamente, senza intermediazioni. Con una cospicua banconota consegnata sottobanco, Antonio riuscì a corrompere l'impiegato e ottenere le informazioni che gli servivano.

Il donatore si chiamava Gianni. Antonio gli telefonò e lo incontrò, la prima volta da solo senza la presenza di sua moglie Laura. Gli parve un ragazzo sui venticinque anni, piuttosto piacevole, ben dotato fisicamente e un po' sempliciotto mentalmente.

Gianni era un po' diffidente, inizialmente sospettoso che dietro quella richiesta di Antonio ci fosse qualche inganno, ma poi si mostrò sinceramente disposto a collaborare. Antonio avvisò Gianni che Laura sarebbe stata nel pieno dell'ovulazione fra una decina di giorni, per cui concordarono che si sarebbero risentiti presto per stabilire i dettagli dell'appuntamento.

- "Che impressione ti ha fatto? Che ne pensi?" - le chiese Laura quando Antonio tornò a casa.

- "Sembra in salute, e sembra una persona decente." - rispose Antonio - "Penso che non ci sia altro che si possa dire di lui o che ci serva sapere."

Quanto si sbagliava.

 

(Continua...)

End Notes:

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Capitolo 2 by LupoArtico
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Antonio non ebbe altri ripensamenti fino al pomeriggio in cui chiamò Gianni al telefono.  Quando realizzò che l'evento avrebbe avuto luogo proprio quella notte, cominciò a  avvertire uno stato di agitazione crescente.  

La sua preoccupazione crebbe quando Gianni entrò nella loro casa, lanciando come prima  cosa uno sguardo di apprezzamento estremamente lascivo alla figura di Laura.   

I tre bevvero qualcosa per rilassarsi e poi andarono in camera da letto, iniziando a  spogliarsi. Laura si stese di schiena sul letto e Antonio si posizionò col viso fra le sue gambe. L'avrebbe leccata per prepararla alla penetrazione da parte di Gianni.   

Quando Antonio rivolse di nuovo lo sguardo verso Gianni, ormai denudatosi completamente,  non potette fare a meno di notare le dimensioni del suo membro eretto, di notevole  spessore e lungo non meno di 20 centimetri. La sua stretta al cuore aumentò di intensità.  

L'ipotesi che Gianni fosse fondamentalmente un ragazzo innocuo cominciò ora a sembrare  molto meno plausibile ad Antonio. L'espressione bovina del ragazzo era scomparsa,  rimpiazzata da un ghigno di lussuriosa pregustazione di ciò che si apprestava a fare.   

Sembrava ovvio che Gianni aveva del tutto dimenticato la ragione strettamente biologica  del compito che era là per portare a termine. Era invece decisamente eccitato dalla vista  della fica bagnata di Laura e reagiva come uno studentello in calore e carico di flussi  ormonali.  

E questo era solo il primo dei segnali che Antonio colse a riguardo del fatto che gli  eventi della serata si sarebbero svolti in modo ben diverso da come, dopo le  rassicurazioni di Laura, li aveva immaginati.  

Antonio distolse un attimo lo sguardo dalla scena, per recuperare un po' di coraggio.  Quando guardò di nuovo vide Laura divaricare e alzare le gambe per facilitare l'entrata di Gianni, ma venne sconvolto dal dettaglio della mano di lei che si allungava verso il  membro del ragazzo, e cercarlo per afferrarlo. Un gesto che esprimeva con chiarezza  l'impazienza che Laura provava nell'attesa e anche un certo piacere nel pregustare il  momento della penetrazione.    

Antonio era consapevole che il desiderio era in una certa misura funzionale all'atto,  ma vedere sua moglie con gli occhi spalancati alla vista del membro di un altro uomo,  e vogliosa di sperimentarlo, lo destabilizzò emotivamente.   

- "Sì, posso farcela con questo." - disse Laura con tono apparentemente indifferente.  Era chiaro che non le erano sfuggite le dimensioni del membro del ragazzo, ben più  notevoli di quelle del marito.   Antonio venne sopraffatto da una ondata di rifiuto emotivo per la scena davanti ai suoi  occhi e dovette farsi indietro di qualche passo.  

- "Antonio..." - lo chiamò Laura sussurrando, mentre lottava con la tentazione di  abbandonarsi completamente alla penetrazione non ancora iniziata, senza neanche aspettare  il marito.   

Antonio cercò di mettere di nuovo a fuoco lo sguardo e la fissò. Lei aveva  circondato con le braccia la schiena di Gianni, inginocchiato fra le sue gambe,  in un chiaro invito rivolto all'uomo perché le entrasse dentro. Un gesto che era assolutamente naturale, ma che pure la donna non avrebbe dovuto compiere con tanta disinvoltura, visto tutto ciò che si erano detti sullo scopo di quella serata.   

Col sapore della fica di Laura ancora ben avvertibile sulla lingua, Antonio si  riavvicinò al letto, stendendosi di fianco a sua moglie. Affondò il suo volto fra i seni di lei, non tanto per desiderio quanto per nascondersi ancora la scena dalla vista. Lei rispose stendendo un braccio per stringere la mano del marito, senza però dimenticare di sollevare più in alto le ginocchia delle gambe divaricate per offrirsi meglio all'entrata dell'altro uomo.  

Nonostante Antonio si stesse dedicando ai seni della moglie con la stessa dedizione di uno struzzo dalla testa immersa nella sabbia, poté facilmente percepire quale fu l'istante esatto in cui Gianni penetrò sua moglie. La sensazione del contatto con la mano di Laura divenne improvvisamente molto più labile. Laura aveva rilassato di molto la stretta sulla mano del marito, quasi dimenticandosene.  

Antonio sollevò la testa e guardò Laura dritta negli occhi. Erano acquosi e persi nel nulla. Un sospiro appena accennato sfuggì dalle labbra della moglie e subito dopo anche un gemito. Il cuore di Antonio andò in mille pezzi, mentre lei riafferrava la testa di suo marito tirandola di nuovo sui suoi seni.  

Anche se ogni fibra dell'uomo protestava veementemente per ciò che stava accadendo, urlando di gelosia rabbiosa e di oltraggio per la presenza dell'altro uomo, Antonio si fece forza per tentare di mantenersi concentrato sul proprio compito.   

Le labbra della fica di Laura, automaticamente, si avvilupparono attorno al fallo che stava invadendo la donna, risucchiandolo verso l'interno con un suono acquoso.   

Antonio non poteva certo opporsi a questo, perché era indispensabile alla fecondazione della donna. Ma ciò che invece notò con inquietudine crescente fu che lei tirò fuori la punta della lingua, stringendola dolcemente fra le labbra per poi leccarsele lentamente con espressione di golosità.   

Il volto di Laura esprimeva quella carica di erotismo che Antonio le aveva visto disegnata sul viso centinaia di volte, e anche in questo caso lui venne istintivamente ipnotizzato dall'osservarla. Subito dopo, però, si ricordò che in quel momento era Gianni e non lui a spingere il suo cazzo dentro la fica ansiosa di sua moglie.  

- "Questo non solo è pessimo" - pensò fra sé - "Ma va anche oltre ciò che avevamo programmato." - Antonio si rese conto, infatti, che il ragazzo sembrava godersi la situazione tremendamente, perdendo di vista il suo compito. Sarebbe venuto troppo presto diminuendo quindi le probabilità di fecondare Laura? In tal caso l'intera operazione sarebbe stata da rifare!   

- "No!" - pensò Antonio - "Deve funzionare al primo tentativo. L'uomo se ne andrà e non tornerà più. Né entrerà mai nessun altro estraneo nella nostra camera da letto. Laura sarà di nuovo mia e mia soltanto. Non posso sopportare un altro tentativo. Mai e mai più."  

Queste frasi, ripetute mentalmente e ossessivamente a sé stesso, lo aiutarono a ritrovare coraggio. Mentre si chinò a baciare Laura si scoprì di nuovo rilassato quanto bastava per riuscire persino a sorriderle.  

- "Cosa...? Per... ché stai... so... rriden... do?" - le domandò Laura. Le parole pronunciate dalla donna le uscivano dalla bocca con suoni mozzati, come fossero punteggiate dalle interruzioni del respiro che i colpi di Gianni provocavano in lei.  

- Niente, solo che sento che va tutto bene." - replicò Antonio. Ma anche mentre  pronunciava queste parole per tranquillizzare sua moglie, sapeva che non  c'era proprio nulla che andasse bene. La passeggera sensazione di rilassamento provata poco prima, si era già completamente dissolta, sostituita da un brivido freddo che gli percorreva l'intera schiena.   

Gianni fece eco alle parole di Antonio, scimmiottandole:  - "Oh sì, bella. Va proprio tutto bene."   E subito dopo  il ragazzo cambiò il suo angolo di penetrazione poggiando un piede sul letto mentre manteneva l'altro a terra, forzando così Laura a ruotare leggermente il corpo e usando le dita per allargarle di più la fica con chirurgica precisione.   

Antonio venne assalito da una gelosia che dava le vertigini, nel vedere di nuovo le labbra della vagina di sua moglie richiudersi e poi dilatarsi attorno al cazzo di Gianni che entrava in lei per la seconda volta.  

I bulbi oculari di lei ruotarono verso l'alto e le pupille quasi sparirono dalla vista. La mano che lei teneva appoggiata su Antonio, lo abbandonò, scivolando lungo il fianco della donna che cominciò ad accarezzarsi la pelle lentamente. Laura cominciava a provare sensazioni di piacere che non era più - o forse non era mai stata - in grado di gestire con analitica freddezza.   

Vedere il piacere di Laura sotto i suoi occhi era sempre più doloroso per Antonio. Gianni iniziò a pompare Laura con possenza e ritmo, facendole sobbalzare a ogni colpo i seni e gonfiandole il ventre ogni volta che le affondava interamente dentro. Le labbra di lei erano ora curve in un cerchio perfetto, una "O" dalla quale veniva emessa una serie di acuti squittii di godimento.  

Antonio non riusciva più a guardarla. Distolse lo sguardo dal viso di Laura e incrociò quello di Gianni, che gli rivolse un ghigno sardonico.  - "Sei un uomo fortunato." - disse - "Ha una fica veramente deliziosa."  

Improvvisamente Antonio si irrigidì in preda a una rabbia devastante. Ogni altra cosa scomparve eccetto un impulso omicida improvviso nei confronti del ragazzo, che lo fece tremare di furore. Avrebbe voluto mollargli un pugno sulla mascella in quello stesso istante. Ma aggrappandosi tenacemente ai pochi residui di ragione che gli erano rimasti, riuscì a trattenersi.

Realizzò che Gianni era troppo giovane, e anche forte abbastanza da poter far facilmente fronte a un suo attacco fisico. E inoltre Antonio non desiderava far sfociare gli eventi in una violenza così improvvisa, proprio mentre Laura era in una situazione così vulnerabile: completamente aperta e offerta per essere ingravidata.  

Se Gianni notò la rabbia nello sguardo di Antonio, non lo diede a vedere in alcun modo. Semplicemente continuò a sbattersi Laura, martellandola con un colpo profondo dopo l'altro a un ritmo quasi insolente. E fu allora che il ragazzo esclamò qualcosa di ancora più sconvolgente per Antonio:  - "Mettile il cazzo in bocca, su" - disse - "Voglio vederla succhiare un cazzo mentre me la scopo."  

- "Hey, aspetta un attimo, stronzetto!" - avrebbe voluto urlargli Antonio - "Si presume che questa debba essere una operazione semplice e veloce".  

Ma anche questa volta si trattenne. Aveva troppo rispetto per la fragilità e la  complessità dell'atto in cui sua moglie era coinvolta (anzi, in cui entrambi erano coinvolti) per mettersi a discutere infuriato con un ragazzino deficiente.  

Cercò ancora una volta di razionalizzare. Sapeva che il sesso era sempre qualcosa di mutevole. Uno poteva pianificarlo ma la tensione poteva sempre esplodere e trasformarsi in qualcos'altro, sommergendo di energia erotica ogni pensiero e sensazione.   

Si sforzò di ripetere a sé stesso questa personale considerazione e ricacciò indietro l'esplosione di rabbia. Nulla era pianificabile e controllabile in ogni dettaglio, quando c'era di mezzo il sesso.  

"Sssiii-iii-i..." sibilò Laura fra i denti. Approvava il suggerimento di Gianni e chiedeva al marito di servirle il suo cazzo in bocca, ribaltando ogni conclusione introspettiva che l'uomo aveva raggiunto riguardo la "delicatezza" dell'atto che si stava compiendo.   

Esitò per qualche secondo, poi si poggiò sulle sue ginocchia avvicinando il volto a un palmo di naso da quello della moglie. Lei sembrò rinvenire alla coscienza in quel momento. Come se fino a poco prima fosse in un posto distante... come se si fosse appena risvegliata da un sogno. Guardò il volto del marito con una espressione di sorpresa. Sembrava avesse scoperto la presenza di lui solo in quel momento o che solo in quell'istante avesse ricordato chi fosse. Lo sguardo della donna era carico di desiderio per il cazzo che aveva richiesto di imboccare.   

Lei ruotò i fianchi leggermente di lato, preparandosi a accogliere il marito, ma il gesto ebbe come conseguenza che la sua fica si spalancò ancora di più, offrendosi ancor meglio a Gianni, quasi come lei fosse una volgare puttana oscenamente aperta. Laura si era anche portato le mani ai seni e si stringeva furiosamente i capezzoli.  

Antonio fece scivolare una mano sotto la testa di sua moglie e con un pollice le spalancò la bocca già abbondantemente aperta e pronta a accogliere il cazzo pulsante del marito. Le labbra si schiusero attorno al suo fallo, iniziando a succhiare e accompagnando l'azione con movimenti di deglutizione e lunghe pompate fino alla base.   

La donna era così eccitata che si ingoiò il cazzo per intero, premendo il naso fin sullo stomaco di lui e restando in tale postura per tutti i lunghi istanti in cui la mancanza di respiro glielo consentì.  

"Oh, sì. Così, bella!" - Approvò Gianni. La sua voce entrò come un coltello nella mente di Antonio, ricordandogli la presenza dell'estraneo. - "Daglielo tutto. Faglielo prendere tutto."   

Antonio vide gli occhi del ragazzo esprimere una lussuria sempre più sfrontata e volgare, con una nota di crescente arroganza e divertimento. Gianni aveva afferrato saldamente i fianchi di Laura e la tirava ritmicamente a sé con le braccia, per sbatterla con colpi molto più penetranti e possenti di quelli che le aveva dato finora. Il suo cazzo scivolava per intero prima dentro e poi fuori la fica dilatata di Laura, con fendenti rapidi e incessanti.  

La rabbia di Antonio montò di nuovo, ma questa volta non era più rivolta verso Gianni ma verso sua moglie. "Puttana!" - pensò - "Che grandissima baldracca! Tutto quel dolce parlare di maternità, di amore e di biologia... e tutto quello che questa zoccola voleva davvero era provare due cazzi dentro di sé contemporaneamente, per farsi sbattere come una  troia in calore."  

Guardò sua moglie e lei vide la rabbia espressa sul suo volto. Ne fu spaventata e assieme eccitata, e cominciò a succhiare con più frenesia e abbandono. I suoi occhi acquosi gli chiedevano perdono e approvazione ogni volta che le sue labbra gli catturavano il membro in uno scivoloso risucchio aspirato, accompagnato da lussuriose lappate di lingua.   

- "Hai confessato, troia. Lo vedo dal tuo sguardo." - continuava a pensare Antonio - "Lo sperma non dovrebbe essere impiantato in questo modo."

L'interazione fra Laura e Antonio aveva amplificato l'eccitazione di Gianni che ora afferrò le cosce della donna per costringerla a riunire le gambe e a sollevarle molto in alto sopra le anche. Gianni riprese a fottersi Laura in quella posizione, giungendo a penetrarla molto più a fondo. Una posizione che solitamente implicava una estrema familiarità e intimità.   


Nulla di tutto questo sfuggì ad Antonio, che sibilò ala moglie: - "Okay, se è questo quello che vuoi... allora prenditelo!" - e cominciò a scopare la bocca di Laura con brutalità, strattonandola dai capelli e tenendole la testa in posizione adatta ad affondare ritmicamente fra le sue labbra, percorrerne l'intera lingua e sbatterle fino in fondo alla gola con colpi violenti.   

I gemiti di lei si intensificarono, anche se fuoriuscivano distorti in suoni resi gorgoglianti per la saliva che le colava dagli angoli delle labbra e sommessi a causa della pienezza della sua bocca invasa dal cazzo.   

Per parecchi minuti i due uomini tennero questo ritmo, sbattendo alacremente la donna, senza parlare. Si dedicarono con grande concentrazione a ridurla alla stregua di puro oggetto della loro selvaggia brama di sesso. Laura ormai era per loro solo una mugolante, sbavante e apertamente sfondata vacca da monta.  

Gianni intanto si era decisamente appoggiato con tutto il corpo sulle gambe ripiegate di Laura, tanto che le ginocchia di lei le schiacciavano le mammelle. Ora l'uomo poteva ancor più usare la donna per sfogare ogni sua voglia, avendo l'opportunità di infliggerle colpi ancora più a fondo.   

Antonio aveva afferrato la testa di Laura con entrambe le mani e la scuoteva in ogni direzione desiderasse, a suo piacimento. Usava testa e faccia della donna alla stregua di un mero giocattolo per masturbarsi il cazzo, senza più porre attenzione alle voglie di lei. Sferzò anche un violento colpo di bacino per affondare con cattiveria fino alle tonsille di lei. Poi restò col cazzo profondamente piantato dentro la gola,anche per vari attimi in cui lei ebbe cominciato a tossire per mancanza di respiro.   

Antonio ormai usava la sua dolce e amata moglie come fosse uno strumento, una troia della quale abusare come non aveva mai abusato.   Gianni continuava a piombare sulla fica aperta di Laura lanciandosi col suo intero peso, inchiodando la donna al letto e trapanandola come se dovesse squarciarla. Antonio sentiva le vibrazioni cigolanti del letto sotto i colpi dell'uomo, che si traducevano anche in vibrazioni sul suo stesso cazzo sempre profondamente conficcato nella gola della moglie.   

Laura era diventata un campo da gioco, un giocattolo per lo sfogo sessuale di due maschi arrapati, che la sfamavano di cazzo intensificando i muggiti da vacca che la donna emetteva.   

Antonio realizzò che non aveva mai visto sua moglie così calda, quasi dilaniata dalla tensione erotica sperimentata in quel momento. In un angolo della sua mente si affacciò, pur restando ai margini, la preoccupazione che dopo una nottata di così totale abbandono, il suo matrimonio avrebbe anche potuto non sopravvivere.  

La cavalcata durava da tanto, cresciuta spontaneamente via via in intensità. Corpi sudati, muscoli contratti nel loro alacre lavoro, respiri affannati, gli alluci di lei rivolti in su dal piacere. I due uomini erano costantemente calati nel ruolo di due stalloni e la donna in quello di una giumenta da monta.   

Ma il punto era che Laura era là per farsi ingravidare e - pensò Antonio - "questo maledetto figlio di puttana è talmente impegnato a godersela che se la sta fottendo selvaggiamente da oltre venti minuti senza aver ancora emesso una sola goccia di sperma." 

Antonio lanciò uno sguardo severo e interrogativo a Gianni. Il ragazzo gli fece un occhiolino arrogante, comunicandogli che aveva afferrato la richiesta. Cambiò ritmo ai suoi movimenti pelvici, ora concentrandosi di più sulle sensazioni che gli occorrevano per giungere a eiaculazione.  

Adesso gli affondi di Gianni dentro la fica di Laura erano quasi distratti, casuali, come fossero un fraseggio o segni di punteggiatura in una conversazione. Gli occhi del ragazzo ridevano, con le labbra mimava baci sfacciati mandati all'indirizzo di Laura. Era consapevole di aver preso la timida mogliettina di un altro uomo e di averla trasformata, per una notte, in una sfrenata troia per soddisfare le sue voglie più primordiali.  

Anche Laura doveva avvertire, forse non del tutto consapevolmente, il livello di troiaggine che aveva saputo tirar fuori quella sera e a cui si era completamente abbandonata. Chiuse gli occhi e spalancò la bocca, gettandone fuori un lungo rantolo di piacere. Era palesemente in estasi.  

Antonio si sedette sui suoi talloni, abbandonando le mani in grembo. Gli girava la testa, che aveva ripiegato sul suo petto fino a toccarlo col mento. Laura non poteva vederlo e a Gianni non interessava se il marito non voleva più partecipare. Il ragazzo si stava godendo la donna di per sé, fregandosene altamente del compito affidatogli.   

La scena per Antonio ritornò ad avere i contorni dell'incubo vissuto a occhi aperti. La fedeltà di Laura fino a quel momento era stata assoluta. In sei anni non l'aveva vista mai neanche flirtare per gioco con un altro uomo. E ora eccola qui a contorcersi di piacere con dentro il cazzo di un altro uomo.   

Antonio non aveva difese da opporre alla gelosia che lo attanagliava per gli eventi, e quel che è peggio con un atto che si compiva davanti ai sui stessi occhi. Laura lo aveva dimenticato e si era offerta con passione e entusiasmo a un altro uomo.  

Chiuse gli occhi come voler annullare la scena. 
- "E non ha ancora schizzato dentro di lei!" - pensò. 

 

(Continua...)

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assieme a molti altri racconti personali 
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Capitolo 3 by LupoArtico
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Mentre era ancora a occhi chiusi, Antonio udì dei suoni diversi e cambiamenti di ritmo nella
respirazione dei due. Avvertì il materasso ondeggiare in modi nuovi sotto il movimento dei loro corpi. Non c'era dubbio che Laura e il ragazzo stavano cambiando posizione. Aprì di nuovo gli occhi e ciò che vide lo lasciò di sasso.

Gianni era steso sul letto di schiena e Laura era accovacciava sopra di lui, ondeggiando il bacino sopra il suo cazzo. Le sue labbra erano incollate in un bacio di passione a quelle dell'uomo e dalle guance dei due si intuivano le lingue avvilupparsi fra loro, mulinellando dentro le bocche.

Il culo di Laura ondeggiava a un ritmo regolare, secondo uno schema fisso: tre lunghe e lente rotazioni, un sollevamento e una lunga straziante discesa, che terminava in un chiaro spasmo di piacere di lei e tremolii estatici diffusi lungo l'intero corpo della donna.

Antonio era ipnotizzato dall'intensità erotica della scena e del grado di coinvolgimento mostrato da Laura, tanto che avrebbe anche potuto fissarla per ore, ma la voce di Gianni lo risveglio bruscamente dallo stato di trance - "Fottila nel culo." - disse Gianni - "Non vedi come è calda? Scopiamocela in due." 

Meravigliandosi di sé stesso, Antonio trovò il suggerimento del tutto sensato. Vista la perdita di ogni freno da parte di Laura, sembrava l'unica cosa ovvia da fare. Tutto ciò che Antonio doveva fare era mettere in secondo piano il rapporto moglie-marito a vantaggio di quello maschio-femmina.

Nel suo stato di coscienza quotidiano questa cosa sarebbe stata inconcepibile, ma vista la situazione, il legame matrimoniale appariva qualcosa di distante e artificiale, al confronto della pura esuberanza animale di due uomini che si fottevano la stessa donna simultaneamente.

"Beh, sì!" - pensò Antonio - "Se l'è sbattuta alla grande e ce la sbatteremo anche in due. La amo immensamente, ma che cazzo... è solo una fica come tutte!"

Si chinò in avanti, gattonando sul letto fino a raggiungere la posizione dietro a sua moglie. Per qualche istante non fece nulla se non osservare ipnotizzato il perfetto culo di Laura ruotare. Laura continuava col ritmo di rotazioni regolari della sua fica attorno al cazzo, elevazioni rapide e discese lente. Il cazzo di lui era scintillante di umori di lei.

Poi Antonio si concentrò meglio sull'ano della donna. Anch'esso reagiva alla sequenza di movimenti, schiudendosi e contraendosi in varie fasi della cavalcata. Abbandonandosi a una risatina idiota, Antonio raggiunse il cassetto del comodino, tirando fuori un tubetto di lubrificante gelatinoso.

Antonio lo usava su Laura qualche volta che lei era carente di lubrificazione naturale, ma non l'avevano mai usato per penetrazioni anali. Laura non aveva neanche mai voluto provare. Raccolse un po' di gelatina con le dita e con ben poca delicatezza la usò per ungere abbondantemente la rosellina di Laura.

- "A lui offre la fica e a me il culo." - pensò fra sé Antonio - "Che è pur sempre più di quanto abbia mai voluto offrirmi". Poggiò la mano su una natica di Laura e con l'altra mano si direzionò il cazzo che gli ondeggiava fra le gambe ritto in una feroce erezione. - "Ne parleremo più tardi." - pensò Antonio - "Adesso voglio solo godermela a spaccare in due il culo vergine di questa grandissima zoccola."

Gettò sul pavimento la confezione di lubrificante, tirandola dietro le sue spalle come fosse la bottiglia di champagne che viene lanciata per il varo di una nave. Puntò la cappella sulla rosellina della donna. I movimenti di lei gli irrigidirono ancora di più il cazzo. Tenendosi il membro con una mano, ne spinse la punta nell'ano pulsante di lei.

Si tenne fermo per un attimo, senza provare a spingere oltre, cercando un assestamento dello sfintere di Laura. La moglie cominciava a richiedere la penetrazione al marito dietro di lei, con sollevamenti più in alto, e sempre più in alto, del suo culo a ogni movimento rotatorio che lei compiva attorno al cazzo dell'altro uomo.

Infine, la donna si sporse abbastanza in alto da permetter a lui di riempirle tutto l'ano con la cappella.

Per facilitare l'operazione, Gianni uscì un attimo dalla fica di lei. Lei se ne lamentò con uno squittio, andando subito a afferrare il cazzo dell'uomo per farselo scivolare di nuovo dentro, ma stavolta Antonio le era ormai entrato nel culo e gli restava solo da spingersi più profondamente.

Antonio sentiva il gonfiore del pene dell'altro uomo attraverso le pareti interne di sua moglie e la sensazione lo imbarazzò e rischiò di bloccarlo emotivamente. Scosse la testa per scrollare via quelle inibizioni e spinge avanzando nel culo di lei, mentre il pene di Gianni occupava profondamente la fica della donna.

Laura spalancò la bocca in una smorfia muta, tanto quanto le permettevano di farlo le sue labbra tese al massimo. Il suo respiro si era sospeso. Stendendosi completamente sul petto di Gianni, le mani della donna andarono alle sue stesse natiche per dilatarsele. Le dita delle mani si intrecciavano fra loro in movimenti del tutto scomposti e privi di logica.

Se fosse piacere o dolore o qualcos'altro composto da entrambe le cose, nessuno dei due uomini avrebbe saputo dirlo, perché totalmente focalizzati sul compulsivo obiettivo del momento.

I tre restarono abbracciati per qualche istante, Laura stesa col suo corpo sul petto di Gianni serrando le labbra sulle sue e mugolando nella sua bocca per sfogare l'insostenibile tensione della penetrazione doppia, e Antonio poggiato leggero sulla schiena di lei.

I due uomini diedero alla donna il tempo di adattarsi alla nuova situazione. Un mugolio di Laura e le sensazioni di rilassamento del suo sfintere, avvertite prontamente da Antonio attorno al proprio cazzo, diedero ai due uomini il segnale che la nuova fase di quella folle serata poteva finalmente entrare nel vivo dell'azione.

Sia Antonio che Gianni spingevano lentamente i loro membri centimetro dopo centimetro sempre più profondamente dentro Laura. I due cazzi si toccavano, separati solo dalla sottile membrana fra il colon e la vagina. Il contatto ricordava a Antonio l'oscenità dell'atto che stavano compiendo e ora, invece di turbarlo, produceva sulla sua carica erotica lo stesso effetto della miccia che innesca definitivamente una esplosione.

Gli uomini si ritrassero leggermente da Laura, all'unisono, per poi penetrare di nuovo un po' più a fondo di prima. I cazzi convergevano in competizione per conquistarsi quanto più volume dentro la donna e per addentrasi sempre più a fondo.

Dalla profondità della gola di Laura fuoriuscì un suono gutturale impressionante, simile a quello di un unghia appuntita che graffia su una lavagna. La donna era caldissima, era bagnatissima, e sopratutto era completamente aperta da due rigidissimi e esuberanti membri profondamente conficcati dentro di lei. Era ormai pronta per ricevere la cavalcata più memorabile della sua vita.

Laura sollevò la sua bocca da quella di Gianni e lanciò la testa all'indietro. L'uomo sotto di lei le portò due dita alla bocca, intrufolandole fra i suoi denti e poggiandole infine sulla lingua della donna.

Lei cominciò a leccare e succhiare le dita come fossero un cazzo. Questo infiammò ancora di più gli uomini, la cui lenta spinta dentro la donna cominciò a diventare più pressante e infine si trasformò in una serie infinita di ritmati movimenti in avanti e indietro.

I maschi spingevano dentro di lei e scivolavano via da lei con furia via via crescente. Laura era ormai impazzita dal godimento. Dalla bocca aperta le usciva un lungo rantolo. Dagli angoli della bocca perse una bava incontrollata di saliva che colò sulla pelle di Gianni.

Con la perdita sempre più totale di controllo, Laura non fu neanche più in grado di reggere il peso della sua testa, che finì per abbandonare sulla spalla di Gianni.

A quel punto Gianni e Antonio si ritrovarono a fissarsi uno negli occhi dell'altro.

- "Dovresti essere ormai ben pronto per fare quello che sei venuto a fare. " - disse Antonio.

- "Procediamo!" - replicò Gianni.

Il suono delle loro parole risvegliò Laura dall'oblio estatico in cui si era completamente persa. Ricordò chi fosse e cosa facesse là. E infine cosa stava per accadere.

Durante tutta la serata aveva perso la cognizione dello scopo ultimo che giustificava la sua presenza in quella situazione. Un briciolo di consapevolezza si cristallizzo nuovamente in lei, che ora si sorprese nello scoprirsi presa fra due uomini in una scopata doppia con suo marito e con un giovane uomo mai visto prima.

Le risultò improvvisamente chiaro che tutto ciò non sarebbe durato ancora a lungo. E questo pensiero la accese ancora di più, rendendola più determinata a ricavare il massimo dalla situazione, per tutto il tempo che le restava per viverla.

Porto una mano sulle natiche dilatando l'ano per suo marito, in un chiaro invito a incularla a fondo. L'altra mano andò alle labbra interne della vagina, aprendole al massimo a vantaggio del cazzo dell'altro uomo. Ne voleva ancora, voleva di più! I suoi gesti erano privi di qualsiasi vergogna e esprimevano la completa offerta delle sue più profonde intimità alla esplorazione più lussuriosa da parte delle due divinità falliche che la stavano possedendo.

Antonio affondò in lei, il suo cazzo andò a sondare profondamente il retto della donna, fino al suo intestino. Il suo osso pubico strusciava sulla base della colonna vertebrale di lei. Laura si agitò in un ribollente movimento con cui lei stessa si spazzolava l'interno delle viscere attorno al membro che la stava inculando.

Anche Gianni sollevò i suoi fianchi dal letto per premersi dentro di lei più profondamente. Le consapevolezze di identità personale, svanirono temporaneamente dalla mentre dei tre, dissolvendosi in un indistinto agitarsi di energie carnali. Erano in uno stato di bestialità istintiva e primordiale, ben oltre il semplice desidero o la lussuria più sfrenata. Esisteva solo il convulso contrarsi delle carni e la liberazione di energie animali tutte protese alla soddisfazione ultima e assoluta.

Andarono avanti per mezz'ora, tirando e rilasciando, ogni ondeggiamento e ogni spasmo di godimento sempre più intenso del precedente. Si udivano suoni gorgoglianti uscire dalle loro bocche, gemiti ululanti e altri rumori più simili a pianti tremuli o lamenti, mentre tutti e tre erano totalmente assorbiti dal crescere delle sensazioni, in corsa verso il climax finale.

Antonio avvertì le sensazioni montanti di orgasmo imminente provenire dal suo basso ventre. Il suo scroto si inspessì e mentre il suo sperma cominciò a schizzare ribollente e copioso dentro il retto di Laura, sentì che anche Gianni, quasi come fosse una sua immagine speculare, stava inondando le pareti della vagina della donna con potenti gettiti del suo sperma.

Laura reagiva con spasmi incontrollati della sua fica e del suo ano, accogliendo le due eiaculazioni con contrazioni simili a baci piantati sui due membri che tanto piacere le stavano donando.

Antonio provava un profondo senso di potenza nello scaricarsi nel suo intestino esattamente nel momento in cui anche il suo utero veniva riempito. Era come se lui stesso l'avesse ingravidata, se lo scopo di quella serata era davvero stato raggiunto in quel momento. L'estasi che avvolgeva Laura percorreva nel frattempo l'intero corpo tremante della donna, in ondate crescenti e culminanti.

Placati gli orgasmi, i tre restarono abbandonati per un tempo molto lungo a recuperare le energie, prima di avvertire il desiderio di ritornare alla realtà convenzionale. La prima cosa da fare era districare quel groviglio di corpi.

Antonio si sollevò per primo, liberando i corpi di sua moglie e dell'altro uomo, mentre il suo membro scivolò fuori dal culo di lei non senza un sospiro di disappunto della donna.

Qualche istante dopo anche Laura rotolò via dal corpo di Gianni, abbandonandosi sul letto di schiena. Antonio guardò i due stesi fianco a fianco e poi fissò dritto negli occhi l'uomo.

C'era la consapevolezza comune che qualsiasi parola pronunciata in quel momento sarebbe stata inadeguata e nessuno dei due uomini voleva essere quello avrebbe parlato per primo.

Finalmente, Gianni si alzò in piedi. - "Suppongo che ora dovrò andar via." - disse.

"Oh!" - esclamò Laura. Improvvisamente si scopriva imbarazzata dal ritrovarsi nuda e stesa in mezzo a due uomini. - "Vado a vestirmi" - disse - "Perché non ci prendiamo un caffè subito dopo?" - concluse.

Si sollevò e scivolò giù dal letto. - "Sì" - continuò parlando quasi a sé stessa - "Mi vestirò e prenderemo un caffe insieme."

Poco dopo tutti e tre erano in cucina, con le braccia distese sul tavolo. Gianni raccontava che aveva mollato il suo lavoro un anno prima e che ora lavorava per un servizio di escort maschili. Aveva donato lo sperma alla banca del seme due anni prima e, quando Antonio lo aveva contattato al telefono, neanche ricordava più di averlo fatto o perché.

Raccontò loro che questo non era l'unico rapporto a tre a cui avesse preso parte - "Ma di certo è stato il più strano" - li rassicurò con un tono che nelle sue intenzioni avrebbe voluto essere un complimento.

Quando era sulla porta di casa per andar via, disse loro di chiamarlo per fargli sapere se la procedura avesse avuto successo e concluse dicendo "Quanto volete di nuovo, sono qui. Non vi faccio pagare nulla."

Mimò un finto affondo da pugile fra le costole di Antonio, piantò un ultimo bacio sulle labbra a Laura e sparì oltre la porta di casa.

Laura preparò dell'altro caffè, stavolta solo per sé e suo marito, portando le tazze nel salotto. Si sedettero sul divano sorseggiando in silenzio per un po'.

- "E' tutto OK?" - chiese infine Laura.

- "Beh... vedremo." - disse lui - "Prima dobbiamo scoprire se sei rimasta incinta, e fra nove mesi vedremo che cosa ne vien fuori. E poi... poi un giorno dovremo trovare il modo di spiegare al ragazzo che il suo vero padre era un maschio abbordato occasionalmente in un pomeriggio qualunque."

- "Tu! Tu sei O.K?" - rimarco lei al marito che faceva finta di non aver colto il senso della domanda precedente.

- "C'è stato qualche momento duro, ma sto bene." - rispose lui.

Laura poggiò la sua testa sulla spalla del marito. - "Ci sono stati un sacco di momenti duri" - disse con un sorrisetto.

Antonio le mise le braccia al collo - "Ti sei lasciata andare come una troia. Come possiamo conviverci d'ora in poi?"

Lei non rispose. Sospirò e entrambi restarono silenziosi per qualche minuto, non facendo null'altro che respirare, fissare il vuoto e lasciare che si depositasse nelle loro coscienze la consapevolezza di ciò che avevano appena fatto. In quei lunghi istanti realizzarono entrambi che erano ancora là, ancora insieme, ancora sposati, ancora innamorati e ancora indispensabili l'uno per l'altra.

- "E' un episodio o è qualcosa che vorresti fare ancora... anche solo per divertimento?" - le chiese lui rompendo il silenzio.

Lei lasciò la domanda sospesa per qualche attimo, pensandoci su. Poi pose la sua mano sul petto del marito, accarezzandogli lentamente un capezzolo sotto il tessuto leggero della sua maglietta di cotone.

- "No, non per solo divertimento." - disse. Lo fissò e incontrò il suo sguardo. La loro occhiata era piena di confidenza e complicità. - "Ma, direi... perché non potremmo pensare ad avere una coppia di bambini?" - concluse.

Lui si piegò verso di lei, abbandonando la testa sul bordo dello schienale del divano. Notò che la camicetta della moglie era sbottonata all'altezza del petto. Fece scivolare una mano dentro la scollatura, accarezzare la morbida pelle di un suo seno.

Chiuse gli occhi e sorrise: - "A dire il vero, ti confesso che ho sempre desiderato avere una famiglia numerosa." - le rispose.

(Fine)

End Notes:

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