i racconti di Milu
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Note dell'autore:

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Altri capitoli del racconto sono sul mio blog, 
assieme a molti altri racconti personali 
http://iraccontieroticidilupoartico.blogspot.com/

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Antonio non ebbe altri ripensamenti fino al pomeriggio in cui chiamò Gianni al telefono.  Quando realizzò che l'evento avrebbe avuto luogo proprio quella notte, cominciò a  avvertire uno stato di agitazione crescente.  

La sua preoccupazione crebbe quando Gianni entrò nella loro casa, lanciando come prima  cosa uno sguardo di apprezzamento estremamente lascivo alla figura di Laura.   

I tre bevvero qualcosa per rilassarsi e poi andarono in camera da letto, iniziando a  spogliarsi. Laura si stese di schiena sul letto e Antonio si posizionò col viso fra le sue gambe. L'avrebbe leccata per prepararla alla penetrazione da parte di Gianni.   

Quando Antonio rivolse di nuovo lo sguardo verso Gianni, ormai denudatosi completamente,  non potette fare a meno di notare le dimensioni del suo membro eretto, di notevole  spessore e lungo non meno di 20 centimetri. La sua stretta al cuore aumentò di intensità.  

L'ipotesi che Gianni fosse fondamentalmente un ragazzo innocuo cominciò ora a sembrare  molto meno plausibile ad Antonio. L'espressione bovina del ragazzo era scomparsa,  rimpiazzata da un ghigno di lussuriosa pregustazione di ciò che si apprestava a fare.   

Sembrava ovvio che Gianni aveva del tutto dimenticato la ragione strettamente biologica  del compito che era là per portare a termine. Era invece decisamente eccitato dalla vista  della fica bagnata di Laura e reagiva come uno studentello in calore e carico di flussi  ormonali.  

E questo era solo il primo dei segnali che Antonio colse a riguardo del fatto che gli  eventi della serata si sarebbero svolti in modo ben diverso da come, dopo le  rassicurazioni di Laura, li aveva immaginati.  

Antonio distolse un attimo lo sguardo dalla scena, per recuperare un po' di coraggio.  Quando guardò di nuovo vide Laura divaricare e alzare le gambe per facilitare l'entrata di Gianni, ma venne sconvolto dal dettaglio della mano di lei che si allungava verso il  membro del ragazzo, e cercarlo per afferrarlo. Un gesto che esprimeva con chiarezza  l'impazienza che Laura provava nell'attesa e anche un certo piacere nel pregustare il  momento della penetrazione.    

Antonio era consapevole che il desiderio era in una certa misura funzionale all'atto,  ma vedere sua moglie con gli occhi spalancati alla vista del membro di un altro uomo,  e vogliosa di sperimentarlo, lo destabilizzò emotivamente.   

- "Sì, posso farcela con questo." - disse Laura con tono apparentemente indifferente.  Era chiaro che non le erano sfuggite le dimensioni del membro del ragazzo, ben più  notevoli di quelle del marito.   Antonio venne sopraffatto da una ondata di rifiuto emotivo per la scena davanti ai suoi  occhi e dovette farsi indietro di qualche passo.  

- "Antonio..." - lo chiamò Laura sussurrando, mentre lottava con la tentazione di  abbandonarsi completamente alla penetrazione non ancora iniziata, senza neanche aspettare  il marito.   

Antonio cercò di mettere di nuovo a fuoco lo sguardo e la fissò. Lei aveva  circondato con le braccia la schiena di Gianni, inginocchiato fra le sue gambe,  in un chiaro invito rivolto all'uomo perché le entrasse dentro. Un gesto che era assolutamente naturale, ma che pure la donna non avrebbe dovuto compiere con tanta disinvoltura, visto tutto ciò che si erano detti sullo scopo di quella serata.   

Col sapore della fica di Laura ancora ben avvertibile sulla lingua, Antonio si  riavvicinò al letto, stendendosi di fianco a sua moglie. Affondò il suo volto fra i seni di lei, non tanto per desiderio quanto per nascondersi ancora la scena dalla vista. Lei rispose stendendo un braccio per stringere la mano del marito, senza però dimenticare di sollevare più in alto le ginocchia delle gambe divaricate per offrirsi meglio all'entrata dell'altro uomo.  

Nonostante Antonio si stesse dedicando ai seni della moglie con la stessa dedizione di uno struzzo dalla testa immersa nella sabbia, poté facilmente percepire quale fu l'istante esatto in cui Gianni penetrò sua moglie. La sensazione del contatto con la mano di Laura divenne improvvisamente molto più labile. Laura aveva rilassato di molto la stretta sulla mano del marito, quasi dimenticandosene.  

Antonio sollevò la testa e guardò Laura dritta negli occhi. Erano acquosi e persi nel nulla. Un sospiro appena accennato sfuggì dalle labbra della moglie e subito dopo anche un gemito. Il cuore di Antonio andò in mille pezzi, mentre lei riafferrava la testa di suo marito tirandola di nuovo sui suoi seni.  

Anche se ogni fibra dell'uomo protestava veementemente per ciò che stava accadendo, urlando di gelosia rabbiosa e di oltraggio per la presenza dell'altro uomo, Antonio si fece forza per tentare di mantenersi concentrato sul proprio compito.   

Le labbra della fica di Laura, automaticamente, si avvilupparono attorno al fallo che stava invadendo la donna, risucchiandolo verso l'interno con un suono acquoso.   

Antonio non poteva certo opporsi a questo, perché era indispensabile alla fecondazione della donna. Ma ciò che invece notò con inquietudine crescente fu che lei tirò fuori la punta della lingua, stringendola dolcemente fra le labbra per poi leccarsele lentamente con espressione di golosità.   

Il volto di Laura esprimeva quella carica di erotismo che Antonio le aveva visto disegnata sul viso centinaia di volte, e anche in questo caso lui venne istintivamente ipnotizzato dall'osservarla. Subito dopo, però, si ricordò che in quel momento era Gianni e non lui a spingere il suo cazzo dentro la fica ansiosa di sua moglie.  

- "Questo non solo è pessimo" - pensò fra sé - "Ma va anche oltre ciò che avevamo programmato." - Antonio si rese conto, infatti, che il ragazzo sembrava godersi la situazione tremendamente, perdendo di vista il suo compito. Sarebbe venuto troppo presto diminuendo quindi le probabilità di fecondare Laura? In tal caso l'intera operazione sarebbe stata da rifare!   

- "No!" - pensò Antonio - "Deve funzionare al primo tentativo. L'uomo se ne andrà e non tornerà più. Né entrerà mai nessun altro estraneo nella nostra camera da letto. Laura sarà di nuovo mia e mia soltanto. Non posso sopportare un altro tentativo. Mai e mai più."  

Queste frasi, ripetute mentalmente e ossessivamente a sé stesso, lo aiutarono a ritrovare coraggio. Mentre si chinò a baciare Laura si scoprì di nuovo rilassato quanto bastava per riuscire persino a sorriderle.  

- "Cosa...? Per... ché stai... so... rriden... do?" - le domandò Laura. Le parole pronunciate dalla donna le uscivano dalla bocca con suoni mozzati, come fossero punteggiate dalle interruzioni del respiro che i colpi di Gianni provocavano in lei.  

- Niente, solo che sento che va tutto bene." - replicò Antonio. Ma anche mentre  pronunciava queste parole per tranquillizzare sua moglie, sapeva che non  c'era proprio nulla che andasse bene. La passeggera sensazione di rilassamento provata poco prima, si era già completamente dissolta, sostituita da un brivido freddo che gli percorreva l'intera schiena.   

Gianni fece eco alle parole di Antonio, scimmiottandole:  - "Oh sì, bella. Va proprio tutto bene."   E subito dopo  il ragazzo cambiò il suo angolo di penetrazione poggiando un piede sul letto mentre manteneva l'altro a terra, forzando così Laura a ruotare leggermente il corpo e usando le dita per allargarle di più la fica con chirurgica precisione.   

Antonio venne assalito da una gelosia che dava le vertigini, nel vedere di nuovo le labbra della vagina di sua moglie richiudersi e poi dilatarsi attorno al cazzo di Gianni che entrava in lei per la seconda volta.  

I bulbi oculari di lei ruotarono verso l'alto e le pupille quasi sparirono dalla vista. La mano che lei teneva appoggiata su Antonio, lo abbandonò, scivolando lungo il fianco della donna che cominciò ad accarezzarsi la pelle lentamente. Laura cominciava a provare sensazioni di piacere che non era più - o forse non era mai stata - in grado di gestire con analitica freddezza.   

Vedere il piacere di Laura sotto i suoi occhi era sempre più doloroso per Antonio. Gianni iniziò a pompare Laura con possenza e ritmo, facendole sobbalzare a ogni colpo i seni e gonfiandole il ventre ogni volta che le affondava interamente dentro. Le labbra di lei erano ora curve in un cerchio perfetto, una "O" dalla quale veniva emessa una serie di acuti squittii di godimento.  

Antonio non riusciva più a guardarla. Distolse lo sguardo dal viso di Laura e incrociò quello di Gianni, che gli rivolse un ghigno sardonico.  - "Sei un uomo fortunato." - disse - "Ha una fica veramente deliziosa."  

Improvvisamente Antonio si irrigidì in preda a una rabbia devastante. Ogni altra cosa scomparve eccetto un impulso omicida improvviso nei confronti del ragazzo, che lo fece tremare di furore. Avrebbe voluto mollargli un pugno sulla mascella in quello stesso istante. Ma aggrappandosi tenacemente ai pochi residui di ragione che gli erano rimasti, riuscì a trattenersi.

Realizzò che Gianni era troppo giovane, e anche forte abbastanza da poter far facilmente fronte a un suo attacco fisico. E inoltre Antonio non desiderava far sfociare gli eventi in una violenza così improvvisa, proprio mentre Laura era in una situazione così vulnerabile: completamente aperta e offerta per essere ingravidata.  

Se Gianni notò la rabbia nello sguardo di Antonio, non lo diede a vedere in alcun modo. Semplicemente continuò a sbattersi Laura, martellandola con un colpo profondo dopo l'altro a un ritmo quasi insolente. E fu allora che il ragazzo esclamò qualcosa di ancora più sconvolgente per Antonio:  - "Mettile il cazzo in bocca, su" - disse - "Voglio vederla succhiare un cazzo mentre me la scopo."  

- "Hey, aspetta un attimo, stronzetto!" - avrebbe voluto urlargli Antonio - "Si presume che questa debba essere una operazione semplice e veloce".  

Ma anche questa volta si trattenne. Aveva troppo rispetto per la fragilità e la  complessità dell'atto in cui sua moglie era coinvolta (anzi, in cui entrambi erano coinvolti) per mettersi a discutere infuriato con un ragazzino deficiente.  

Cercò ancora una volta di razionalizzare. Sapeva che il sesso era sempre qualcosa di mutevole. Uno poteva pianificarlo ma la tensione poteva sempre esplodere e trasformarsi in qualcos'altro, sommergendo di energia erotica ogni pensiero e sensazione.   

Si sforzò di ripetere a sé stesso questa personale considerazione e ricacciò indietro l'esplosione di rabbia. Nulla era pianificabile e controllabile in ogni dettaglio, quando c'era di mezzo il sesso.  

"Sssiii-iii-i..." sibilò Laura fra i denti. Approvava il suggerimento di Gianni e chiedeva al marito di servirle il suo cazzo in bocca, ribaltando ogni conclusione introspettiva che l'uomo aveva raggiunto riguardo la "delicatezza" dell'atto che si stava compiendo.   

Esitò per qualche secondo, poi si poggiò sulle sue ginocchia avvicinando il volto a un palmo di naso da quello della moglie. Lei sembrò rinvenire alla coscienza in quel momento. Come se fino a poco prima fosse in un posto distante... come se si fosse appena risvegliata da un sogno. Guardò il volto del marito con una espressione di sorpresa. Sembrava avesse scoperto la presenza di lui solo in quel momento o che solo in quell'istante avesse ricordato chi fosse. Lo sguardo della donna era carico di desiderio per il cazzo che aveva richiesto di imboccare.   

Lei ruotò i fianchi leggermente di lato, preparandosi a accogliere il marito, ma il gesto ebbe come conseguenza che la sua fica si spalancò ancora di più, offrendosi ancor meglio a Gianni, quasi come lei fosse una volgare puttana oscenamente aperta. Laura si era anche portato le mani ai seni e si stringeva furiosamente i capezzoli.  

Antonio fece scivolare una mano sotto la testa di sua moglie e con un pollice le spalancò la bocca già abbondantemente aperta e pronta a accogliere il cazzo pulsante del marito. Le labbra si schiusero attorno al suo fallo, iniziando a succhiare e accompagnando l'azione con movimenti di deglutizione e lunghe pompate fino alla base.   

La donna era così eccitata che si ingoiò il cazzo per intero, premendo il naso fin sullo stomaco di lui e restando in tale postura per tutti i lunghi istanti in cui la mancanza di respiro glielo consentì.  

"Oh, sì. Così, bella!" - Approvò Gianni. La sua voce entrò come un coltello nella mente di Antonio, ricordandogli la presenza dell'estraneo. - "Daglielo tutto. Faglielo prendere tutto."   

Antonio vide gli occhi del ragazzo esprimere una lussuria sempre più sfrontata e volgare, con una nota di crescente arroganza e divertimento. Gianni aveva afferrato saldamente i fianchi di Laura e la tirava ritmicamente a sé con le braccia, per sbatterla con colpi molto più penetranti e possenti di quelli che le aveva dato finora. Il suo cazzo scivolava per intero prima dentro e poi fuori la fica dilatata di Laura, con fendenti rapidi e incessanti.  

La rabbia di Antonio montò di nuovo, ma questa volta non era più rivolta verso Gianni ma verso sua moglie. "Puttana!" - pensò - "Che grandissima baldracca! Tutto quel dolce parlare di maternità, di amore e di biologia... e tutto quello che questa zoccola voleva davvero era provare due cazzi dentro di sé contemporaneamente, per farsi sbattere come una  troia in calore."  

Guardò sua moglie e lei vide la rabbia espressa sul suo volto. Ne fu spaventata e assieme eccitata, e cominciò a succhiare con più frenesia e abbandono. I suoi occhi acquosi gli chiedevano perdono e approvazione ogni volta che le sue labbra gli catturavano il membro in uno scivoloso risucchio aspirato, accompagnato da lussuriose lappate di lingua.   

- "Hai confessato, troia. Lo vedo dal tuo sguardo." - continuava a pensare Antonio - "Lo sperma non dovrebbe essere impiantato in questo modo."

L'interazione fra Laura e Antonio aveva amplificato l'eccitazione di Gianni che ora afferrò le cosce della donna per costringerla a riunire le gambe e a sollevarle molto in alto sopra le anche. Gianni riprese a fottersi Laura in quella posizione, giungendo a penetrarla molto più a fondo. Una posizione che solitamente implicava una estrema familiarità e intimità.   


Nulla di tutto questo sfuggì ad Antonio, che sibilò ala moglie: - "Okay, se è questo quello che vuoi... allora prenditelo!" - e cominciò a scopare la bocca di Laura con brutalità, strattonandola dai capelli e tenendole la testa in posizione adatta ad affondare ritmicamente fra le sue labbra, percorrerne l'intera lingua e sbatterle fino in fondo alla gola con colpi violenti.   

I gemiti di lei si intensificarono, anche se fuoriuscivano distorti in suoni resi gorgoglianti per la saliva che le colava dagli angoli delle labbra e sommessi a causa della pienezza della sua bocca invasa dal cazzo.   

Per parecchi minuti i due uomini tennero questo ritmo, sbattendo alacremente la donna, senza parlare. Si dedicarono con grande concentrazione a ridurla alla stregua di puro oggetto della loro selvaggia brama di sesso. Laura ormai era per loro solo una mugolante, sbavante e apertamente sfondata vacca da monta.  

Gianni intanto si era decisamente appoggiato con tutto il corpo sulle gambe ripiegate di Laura, tanto che le ginocchia di lei le schiacciavano le mammelle. Ora l'uomo poteva ancor più usare la donna per sfogare ogni sua voglia, avendo l'opportunità di infliggerle colpi ancora più a fondo.   

Antonio aveva afferrato la testa di Laura con entrambe le mani e la scuoteva in ogni direzione desiderasse, a suo piacimento. Usava testa e faccia della donna alla stregua di un mero giocattolo per masturbarsi il cazzo, senza più porre attenzione alle voglie di lei. Sferzò anche un violento colpo di bacino per affondare con cattiveria fino alle tonsille di lei. Poi restò col cazzo profondamente piantato dentro la gola,anche per vari attimi in cui lei ebbe cominciato a tossire per mancanza di respiro.   

Antonio ormai usava la sua dolce e amata moglie come fosse uno strumento, una troia della quale abusare come non aveva mai abusato.   Gianni continuava a piombare sulla fica aperta di Laura lanciandosi col suo intero peso, inchiodando la donna al letto e trapanandola come se dovesse squarciarla. Antonio sentiva le vibrazioni cigolanti del letto sotto i colpi dell'uomo, che si traducevano anche in vibrazioni sul suo stesso cazzo sempre profondamente conficcato nella gola della moglie.   

Laura era diventata un campo da gioco, un giocattolo per lo sfogo sessuale di due maschi arrapati, che la sfamavano di cazzo intensificando i muggiti da vacca che la donna emetteva.   

Antonio realizzò che non aveva mai visto sua moglie così calda, quasi dilaniata dalla tensione erotica sperimentata in quel momento. In un angolo della sua mente si affacciò, pur restando ai margini, la preoccupazione che dopo una nottata di così totale abbandono, il suo matrimonio avrebbe anche potuto non sopravvivere.  

La cavalcata durava da tanto, cresciuta spontaneamente via via in intensità. Corpi sudati, muscoli contratti nel loro alacre lavoro, respiri affannati, gli alluci di lei rivolti in su dal piacere. I due uomini erano costantemente calati nel ruolo di due stalloni e la donna in quello di una giumenta da monta.   

Ma il punto era che Laura era là per farsi ingravidare e - pensò Antonio - "questo maledetto figlio di puttana è talmente impegnato a godersela che se la sta fottendo selvaggiamente da oltre venti minuti senza aver ancora emesso una sola goccia di sperma." 

Antonio lanciò uno sguardo severo e interrogativo a Gianni. Il ragazzo gli fece un occhiolino arrogante, comunicandogli che aveva afferrato la richiesta. Cambiò ritmo ai suoi movimenti pelvici, ora concentrandosi di più sulle sensazioni che gli occorrevano per giungere a eiaculazione.  

Adesso gli affondi di Gianni dentro la fica di Laura erano quasi distratti, casuali, come fossero un fraseggio o segni di punteggiatura in una conversazione. Gli occhi del ragazzo ridevano, con le labbra mimava baci sfacciati mandati all'indirizzo di Laura. Era consapevole di aver preso la timida mogliettina di un altro uomo e di averla trasformata, per una notte, in una sfrenata troia per soddisfare le sue voglie più primordiali.  

Anche Laura doveva avvertire, forse non del tutto consapevolmente, il livello di troiaggine che aveva saputo tirar fuori quella sera e a cui si era completamente abbandonata. Chiuse gli occhi e spalancò la bocca, gettandone fuori un lungo rantolo di piacere. Era palesemente in estasi.  

Antonio si sedette sui suoi talloni, abbandonando le mani in grembo. Gli girava la testa, che aveva ripiegato sul suo petto fino a toccarlo col mento. Laura non poteva vederlo e a Gianni non interessava se il marito non voleva più partecipare. Il ragazzo si stava godendo la donna di per sé, fregandosene altamente del compito affidatogli.   

La scena per Antonio ritornò ad avere i contorni dell'incubo vissuto a occhi aperti. La fedeltà di Laura fino a quel momento era stata assoluta. In sei anni non l'aveva vista mai neanche flirtare per gioco con un altro uomo. E ora eccola qui a contorcersi di piacere con dentro il cazzo di un altro uomo.   

Antonio non aveva difese da opporre alla gelosia che lo attanagliava per gli eventi, e quel che è peggio con un atto che si compiva davanti ai sui stessi occhi. Laura lo aveva dimenticato e si era offerta con passione e entusiasmo a un altro uomo.  

Chiuse gli occhi come voler annullare la scena. 
- "E non ha ancora schizzato dentro di lei!" - pensò. 

 

(Continua...)

Note finali:

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