i racconti di Milu
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Indice
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Note dell'autore:
L'inizio della storia, attendo vostri commenti per continuare.
Se vi piace, scrivete a sposinanovella@gmail.com
Siamo una coppia di Roma, sposati da poco.
Il mio nome è Elisa, 30 anni, sono discretamente carina: non si girano tutti a guardarmi, ma se mi sistemo faccio la mia figura, grazie soprattutto al mio punto forte: la mia terza misura di seno, ferma e soda, che sta su perfettamente anche se non indosso reggiseno.
Il mio maritino invece si chiama Alessandro, ha due anni più di me, e per me è l’uomo più bello del mondo, anche se di certo non ama mantenersi in forma, come dimostra una certa pancetta.
E’ stato lui ad iniziarmi alle gioie del sesso, qualche anno fa. Sono sbocciata tardi e sono arrivata a 26 anni totalmente vergine, quasi come se lo stessi aspettando.
Naturalmente lui è l’unico uomo ad avermi avuta… beh, fino a questa storia.
Ma andiamo per gradi. Come detto, tutto quello che ho fatto, in campo sessuale, è stato grazie a lui.
Gradualmente ho scoperto il piacere di essere sfiorata, toccata, leccata, e di ricambiare, anche se lui ha sempre preferito dare che ricevere.
Per questo motivo, ad esempio, non ho ancora imparato a fare un pompino decente: mi limito a qualche leccatina, a succhiarlo un po’, ma non riesco a impegnarmi a fondo e anche mio marito preferisce subito passare ad altro.
Lui invece passa davvero tanto tempo a leccarmi, e dappertutto… anche dietro. All’inizio provavo un po’ di fastidio, ma poi ci ho preso gusto. Naturalmente mi ha subito fatto capire che avrebbe desiderato fare ben altro col mio sederino che leccarmelo, ma sono riuscita a tenerlo a bada, promettendo di fargliene dono una volta sposati.
E proprio quando avrebbe avuto la possibilità di spingere per ottenere l’agognato premio, le cose sono andate piuttosto diversamente.
Generalmente, quando facciamo sesso, io gli chiedo di raccontarmi delle sue ex: non so perché, ma mi piace sapere le porcate che faceva prima di conoscermi, mentre io ero ancora casta e pura.
Poi ovviamente lui mi dice sempre che io sono la migliore, e questo mi eccita. In genere, inoltre, mi dice anche che lo fa impazzire che io sia stata solo sua, e che “la mia fica ha la forma esatta del suo cazzo”.
Una di queste volte, però, mi sorprende dicendomi che ogni tanto gli capita di pensare che tutto sommato gli dispiace che io non abbia avuto altre esperienze, e che sarebbe bello se anche io potessi raccontargli qualche porcata fatta con altri.
Mi propone di immaginarlo, e di descrivergli cosa vorrei fare con un altro uomo. Per rendere la cosa ancora più piccante, mi chiede di pensare a una persona vera, magari qualcuno che conosciamo.
Il primo nome che mi viene in mente, quasi di getto, è quello di un suo collega, Emanuele, che conosco anche io poiché abita nella nostra stessa zona.
Emanuele è un bel ragazzo, il classico tipo bello e “dannato”, che riesce a provocare nelle donne un’attrazione quasi primordiale… ammetto di esserci cascata anche io.
La cosa pare eccitare mio marito, che preso dal momento mi confessa anche un particolare interessante, ovvero che dopo averlo visto nelle docce dopo una partitella di calcetto tra colleghi, può asserire che oltre ad essere un bel ragazzo, è anche particolarmente ben dotato, di certo più di lui.
Questo pensiero mi fa scoccare una scintilla: non mi ero mai fatta problemi per le dimensioni, essendo l’uccello di mio marito l’unico provato, per cui non mi ero mai chiesta cosa si potesse provare ad essere riempita di più… fino a quel momento.
Il solo pensiero mi ha fatta godere molto più del solito, e da quel momento non sono più riuscita a togliermelo dalla testa.
Nei giorni successivi, ho indagato un po’ sulla questione delle misure maschili, constatando che in effetti mio marito è sotto la media, e ho iniziato a guardare con occhi diversi Emanuele, ogni volta che lo incrociavo.
Probabilmente alla lunga si deve essere accorto dei miei sguardi, perché una volta che mi ha incontrata da sola ha preso l’iniziativa e mi ha offerto un drink.
Non ve la faccio troppo lunga: nell’arco di qualche incontro, era entrato definitivamente nella mia testa e, una volta capito che ero completamente partita per lui e che mi sarei concessa, non si è fatto remore nei confronti del suo collega e mi ha fatta sua.
Ho provato sensazioni celestiali: il suo uccello si è dimostrato effettivamente grande e grosso, instancabile e anche ben manovrato… in poco tempo, sono diventata completamente dipendente dal sesso con lui, e non perdevo occasione per poter passare un paio d’ore tra le sue braccia.
Emanuele, però, probabilmente non era preso come me, forse mi vedeva solo come la sfida del momento, e quindi sembrava rapidamente stufarsi, iniziando a chiedere sempre di più. La mia scarsa abilità nell’arte orale, poi, lo aveva infastidito oltremodo e così, nell’arco di poche settimane, mi aveva fatto capire che avrei dovuto offrirgli qualcosa di più: il mio sedere.
Note finali:
L'inizio della storia, attendo vostri commenti per continuare.
Se vi piace, scrivete a sposinanovella@gmail.com