i racconti di Milu
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"Stronza!", mi aveva sbraitato in faccia neppure un'ora prima. Perchè era nervosa sempre con me? Cosa le avevo fatto? Qualche strigliata quando era tornata tardi? Mi pesava molto il non avere un rapporto con mia figlia. Mi parlava a stento e quando lo faceva spesso era irascibile. Dopo quell'insulto, mio marito l'aveva portata con sé in cucina. Io avevo inclinato il capo per guardare oltre la porta scorrevole e, riflesso nella vetrina, avevo potuto seguire quanto accaduto. Lui aveva gesticolato, agitando l'indice in segno di rimprovero, lei sorridente glielo aveva preso in bocca. Aveva succhiato un pò quel dito e, nel mentre, s'era abbassata i jeans quel tanto che bastava. Così, un’iniziale ramanzina, a dir la verità piuttosto blanda, si era tramutata subito in sesso. Lui le si era accostato alle spalle e l’aveva posseduta mentre lei continuava a succhiargli l’indice. Veniva scopata con le cosce ingabbiate nei jeans ed il culo imbavagliato negli slip. Ed io ero lì impotente, a quanto stava accadendo ancora una volta sotto i miei occhi. Quando finirono, tornarono a tavola, mia figlia mi baciò la fronte e mi chiese scusa. Le sorrisi. Chiaramente né Sabrina, né mio marito immaginavano che ero a conoscenza della loro relazione. Pranzammo distratti nei nostri pensieri, scambiando poche chiacchiere e seguendo di tanto in tanto le trasmissioni di calcio in tv che mio figlio Gianni aveva imposto a tutti, come ogni domenica. Finito il pranzo, mio marito raggiunse camera nostra per riposare. Sabrina, rapida come un supereroe, sparecchiò alla meno peggio la tavola, poi anche lei volle andare a "riposare". Restammo io e Gianni, lui completamente assorto dal calcio, io tutta presa in ben altri pensieri.

E' vero, a volte mi capitava di pensare che la mia famiglia si stava sfasciando però non volevo crederci. Accettavo quanto accadeva tra mia figlia e mio marito celando un caleidoscopio di sensazioni difficili da descrivere. C’era repulsione ed una insofferenza micidiale eppure ero continuamente eccitata, mi friccicava sotto e ad ogni stimolo mi inumidivo. Anche mio marito a letto con me stava attraversando uno dei periodi più belli da quando lo conoscevo, che strano! Forse lo galvanizzava proprio il poter scopare la figlia, chissà. Ad ogni modo io fingevo di non saper nulla e non capivo perché mi comportavo così, forse perché non mi ero ancora perdonata l’unica volta in cui avevo tradito mio marito? Era successo con suo fratello ed era un segreto che non gli avevo mai rivelato. A dir il vero, l'unica cosa per la quale soffrivo sul serio era per il rapporto con mia figlia, da tempo, visibilmente inclinato. Non so se c'entrasse da sempre il padre, forse era una competizione naturale, chissà.

Abbandonai i miei pensieri nella sala da pranzo, sotto il braccio un cestino in plastica per organizzare la lavatrice. Percorsi il corridoio. Guardai la porta della camera da letto di mia figlia. Era spalancata e lei non c’era. Poi guardai quella mia matrimoniale, era chiusa. La tentazione di aprirla fu grande e lo feci. Davanti a me si palesò così Sabrina che cavalcava suo padre tenendosi i seni con le mani. Col sangue freddo ma il cuore che batteva all’impazzata, feci un passo e fui nella stanza. Avvertirono la mia presenza in un moto di terrore. Mia figlia si coprii tirando sul suo corpo un lenzuolo, mio marito raggelò incapace di pensare cosa fare. Immaginavano forse una mia scenata, stupirono invece nel vedermi sgattaiolare sul letto, attratta come una calamita da loro.

Mi avvicinai a Sabrina, le tolsi dalle mani il lenzuolo. Guardai i suoi seni, ne afferrai uno con la bocca. Succhiai il capezzolo piccolo e scuro, lo leccai, tornai a succhiarlo poi tracciai un percorso con la punta della lingua sino all'altro capezzolo e giocai in egual modo. Lei si lasciò andare riprendendo dei piccoli movimenti col bacino. Succhiavo e mordevo mentre lei ansimava. Mio marito, evidentemente eccitato come un matto dalla cosa, iniziò a scoparsela da sotto con una foga incredibile inducendola a sbalzi caotici.
Guardai lui, poi fissai mia figlia, sgomenta e asservita alle nuove sensazioni che anche io contribuivo a farle vivere. Le carezzavo i seni, le braccia, la schiena e continuavo a giocare coi suoi capezzoli. Mi fermai e presi a spogliarmi mentre loro ci davano dentro, entrambi con lo sguardo fisso su di me. Nuda mi assisi con la figa sul viso di mio marito, incollai le mie labbra a quelle di mia figlia e si generò un bacio infuocato con la lingua in bocca. Mio marito frullava la sua lingua nella mia vagina con i gemiti gridati miei e di nostra figlia che gli rimbombavano nella mente mentre si trastullava sul suo cazzo.
Fu in quell'istante che risuonò la voce di Gianni: "Ma che… che cazzo fate?!". Attirato dai suoni della nostra gioia era finito in camera con noi. Io e mia figlia lo guardammo pietrificate, mio marito, sotto di me con la figa spiaccicata sul viso, non poteva. Portai una mano sul culo e mi diedi uno schiaffetto sonante su una chiappa. "Su a mamma!", gli feci sibilante e dissoluta.
Sì, andò proprio come immaginate. Mio marito stette sotto a leccarmela, Sabrina lo cavalcava limonando con me e Gianni mi inculò coi coglioni che sbattevano ripetutamente sul capo del padre. "Non ci posso credere... non ci credo", ripeteva mia figlia eccitatissima e stravolta dagli orgasmi eppure era tutto vero. Avevo il palo di mio figlio tra le chiappe. Sembrava tutto irreale eppure stava accadendo veramente.

Quando Sabrina colse le pulsioni del cazzo di suo padre, se lo sfilò precipitosamente dalla figa ed il papà poté venirle sprizzando fuori la sua folle gioia; Gianni invece mi riempì tutto il canale senza problemi. Un urlo roco ed il suo sperma fu nel mio culo traboccando sul viso del padre. Si sfilò dalle mie chiappe ed io e mia figlia ci fiondammo a pulire il viso di mio marito con leccate da gatte.

Non ci furono tante parole tra di noi, forse restammo tutti storditi. Mio marito, mi guardò, io fissai mio figlio con gli occhi dilatati ancora sconvolto. "E' iniziata?", fece mio marito. "Sì sì", gli rispose Gianni poco convinto. Filarono a guardare la partita socchiudendo la porta della camera. Sabrina ed io restammo a letto colte da un dolce torpore. Quando lei si destò, mi trovò a fissarla. Guardavo i suoi occhi verdi che luccicavano attorniati da una tempesta di sottili ricci neri. Ero ai suoi piedi e osservavo la sua figa ancora calda e tumefatta di sesso. Era bellissima, ancor di più con quegli schizzi di balsamo sul corpo, mi ricordava me da giovane. "Ho una mamma super", mi fece. "Come scusa?", dissi impreparata. "Sei super mamma!", mi ribadì ed io le sorrisi in un moto spontaneo, da quanto non mi faceva un complimento! "Anche me e Gianni, oltre allo zio!", proferii entusiasta. "Chi ti ha detto di zio?", chiesi stupita. "Lui! Dice che sei stata la sua migliore chiavata!", io allibii pensierosa, lei si mise a carponi, poi il suo viso scomparve abbassandosi tra le mie cosce.
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