i racconti di Milu
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Andammo a pranzo. Erano gia’ tutti a tavola e aspettavano solo noi: la vecchia zia e i due figli scapoloni,zii di Gino; Avevano piu’ o meno 35/40 anni, ma non avevano intenzione di prendere moglie,cosi’ diceva sempre Gino,aggiungendo che quando avevano voglia andavano dalle puttane a pagamento, ma molto raramente , perche’ erano anche tirchi.
Durante il pranzo si parlava del piu’ e del meno,Gino aveva molta confidenza con gli zii in particolare con zio Tore con cui scherzava molto.Io stavo ad ascoltare: troppo timido per intromettermi nei loro discorsi o per fare loro delle domande, praticamente non ci conoscevamo. Mi limitavo ad annuire e sorridere quando gli sguardi si incrociavano.
In campagna ,almeno in quella, tutto andava veloce, cosi’ anche i pasti, perche’ gli zii dovevano ultimare ogni giorno i lavori prima che facesse buio. Alle 14,00 eravamo nuovamente fuori di casa,all’aria aperta e per digerire io e Gino andammo un po’ sull’altalena, spingendoci a turno per andare piu’ in alto, giocammo una mezz’oretta poi d’un tratto Gino ferma l’altalena si toglie fuori il cazzo e tenendolo in mano mi dice: lo vuoi? Ne hai voglia? Ed io quasi arrossendo gli rispondo : ma dove? Qui ? Adesso?
Si qui, adesso : succhiamelo,risponde lui con un sorriso sarcastico: se me lo succhi poi ti faccio quello che vuoi; io avrei voluto accontentarlo, la cosa mi eccitava, ma avevo paura dei soliti conati di vomito. Per non perdere del tutto la speranza di prendere nel culo quel cazzo fantastico volli provare ancora a spompinarlo e lui mi disse di seguirlo in camera da letto. Si spoglio’ nudo, mi fece spogliare nudo e si sedette sul lettone col cazzo bello dritto e pronto per essere succhiato. Mi inchinai su quella meraviglia e mantenendolo con la mano cominciai a leccarlo. Era caldo duro e bello grosso. Riuscii a mettere dentro tutto il glande e provai a muovermi facendolo uscire e rientrare dalla mia bocca. Credevo di fare un bel lavoro ma lui cercava di entrarlo di piu’ ed ecco nuovamente i miei stronzissimi conati di vomito. Avevo deluso ancora il mio uomo e mi ero perso una bella chiavata pensai.
Riprovai ad aprire la bocca e leccarlo un po’ con la lingua, il sapore non era male ma non riuscivo ad andare oltre la grossa testa. Vedevo e capivo che lui voleva scoparmi in bocca come nel culo ed ero veramente dispiaciuto nel non saperlo accontentare.
Inaspettatamente Gino mi disse che ero stato bravo, ci avevo provato e stavo migliorando e la cosa mi consolò un po’, avevo fatto un passo in piu’ e lui lo sottolineava dicendo che pian piano avrei fatto pompini fantastici cosi’ come avevo imparato a prenderla nel culo magistralmente.Vedrai che pian piano ti piacerà e sarai tu a non poterne piu’ fare a meno,come col culo.
Mi bacio’ sulle guance con dolcezza e poi mi chiese: hai ancora voglia? Scopiamo?
Non feci nemmeno in tempo a rispondere che mi mise sul letto a pancia in giu’, mi lecco’ il buco del culo facendomi impazzire dal piacere,non lo aveva mai fatto prima, e poi tirandomi un po’ indietro in modo che il culo rimanesse bello in vista e in posizione, mi poggio’ la grossa e bollente testa del suo gran cazzo sullo sfintere ben bagnato dalle sue dolci leccate e comincio’ a spingere perche’ entrasse.
Io potevo soltanto godere di cio’ che stava facendomi,non potevo collaborare in quella posizione,ma non ci fu bisogno. Il suo gran cazzo entro’ piano piano ma inesorabilmente tutto dentro il mio buco famelico e sentivo già le palle di Gino sbattere sulle mie chiappe aperte, ero pieno di lui,ero in estasi, godevo col culo credo. Mi piaceva e glielo dicevo e piu’ mi sentiva godere piu’ aumentava l’intensità dei suoi colpi. Mi stava montando alla grande, lo sentivo meglio di sempre e mi piaceva più che mai. Gli urlai che lo amavo, che era il mio maschione che ero pazzo di lui e del suo cazzone e morivo dal piacere. Stavamo scopando come dannati quando di colpo si apri’ la porta ed entro’ zio Tore. Cazzo! disse : almeno chiudetevi a chiave quando dovete fare le vostre porcherie no? Gino cerco’ di dire qualcosa ma non riusciva a parlare tanta era la sorpresa ed il disagio; lo zio prese qualcosa da un cassetto della camera ed usci’,rientro’ solo un attimo dicendoci di chiuderci a chiave perché non avrebbe voluto che entrasse sua madre,la vecchia zia e le venisse un colpo . Un ciao freddo e se ne ando’.
Che figura di merda e che vergogna, eravamo stati scoperti in atteggiamento palesemente osceno, restammo un po’ in silenzio poi a Gino scappo’ una risata quasi isterica e disse: cazzo ora lo sa anche zio che tu sei froscio ed io pure visto che te la metto nel culo ,tanto vale che continuiamo a scopare, voglio incintarti forte.
Credevo che scherzasse ,invece riprese a montarmi e in men che non si dica mi riempi’ di sborra: tieni prendimi,oggi ti faccio fare due gemelli con tutta questa sborra.
Aveva veramente spruzzato tanto e forte, ero pieno di lui, mi piaceva ma ero molto turbato per la scena di prima. Gino mi tolse il cazzo dal culo, mi tasto’ il buco e mi disse: cazzo guarda quanto sei sbarrato! Sei rotto in culo caro mio, toccalo anche tu. Aveva ragione, ero proprio largo e bagnatissimo di sperma,ma la cosa mi piaceva, in fondo era stato il mio uomo ad allargarmi e riempirmi cosi’.
Andammo insieme in bagno a lavarci e poi fuori al sole,a fare i bravi ragazzi..