i racconti di Milu
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La serata passo’ tranquilla,tra una passeggiata, un po’ di bicicletta, enigmistica e altalena, sino all’ora di cena : le 19,00 circa come la sera prima.
Durante la cena tutto filo’ liscio come nei pasti precedenti, qualche battutina,
qualche lamentela da parte degli zii sull’andamento delle piantagioni,e via dicendo.
Zio Tore era il piu’ sereno di tutti, si rivolgeva spesso a Gino mentre parlava e non disdegnava di lanciare anche a me degli sguardi di complicita’,strizzando talvolta l’occhio simpaticamente. Io credo che arrossissi visto cio’ che era accaduto nel dopo pranzo.
Dopo cena turno per andare al bagno e poi tutti a nanna.
Io mi addormentai subito, e credo anche Gino; non ci sfiorammo nemmeno, forse per timore ma sopratutto per l’appagamento; cazzo quanto stavamo scopando in quei giorni.
Al mattino mi svegliai piu’ presto del solito, Gino era ancora a letto con me e gli zii stavano terminando di vestirsi e prepararsi per la giornata di lavoro. Riuscii a vedere,non visto,lo zio Tore che si cambiava le mutande e non potevo credere ai miei occhi nel vedere che cosa avesse in mezzo alle gambe: un cazzo terrificante, grossissimo e lungo almeno 25 cm praticamente da moscio, molto piu’ di quello di Gino, che coi suoi 19/20 cm gia’ non scherzava.
Chiaramente feci finta di dormire e di non aver visto nulla, ma non nascondo di essere rimasto turbato e non so perche’, eccitato (anzi lo so : ormai ero diventato talmente troia che non facevo altro che pensare al cazzo e quello che avevo visto non era un cazzo ma un super iper cazzo).
Fatta colazione Gino ando’ ad occupare la stanza da letto deserta per studiare e mi consiglio’ di andare a prendere il sole nel prato adiacente la casa del vino, lui mi avrebbe raggiunto piu’ tardi come il giorno prima e cosi’ feci.
Mentre stavo sdraiato a godermi il sole, un po’ distante vedevo gli zii di Gino che lavoravano nei campi a petto nudo. Faceva un caldo bestiale, chissa’ che sofferenza . Zio Tore di tanto in tanto si fermava ad asciugarsi il sudore e lanciava lo sguardo verso me con cenni di saluto ai quali io rispondevo sorridendo.
Ripensando al suo uccellone mi facevo delle domande: i cazzi di Mario e Gino erano belli maturi e faceva male a prenderli nel culo. Un cazzo come quello di zio Tore che da eretto chissa’ cosa diventava, come sarebbe potuto entrare in un culo? Magari in una figa si, ma in un culo? Era un pensiero che occupò la mia mente per un bel po' e mi domandavo anche se spruzzasse in proporzione. Che bella cosa il cazzo mi dicevo, felice di averlo provato e senza nessun pentimento.
Con quei pensieri mi assopii e aprendo gli occhi, piu’ tardi, vidi Gino che parlottava nell’orto con zio Tore. Sorridevano e scherzavano quindi per fortuna lo zio non se l’era presa a male per quello che aveva visto il pomeriggio precedente, anzi sembrava ancora piu’ cordiale, anche con me.
Pochi minuti e Gino mi raggiunse, si sdraio’ affianco a me e chiedendomi come mai avessi gli slip si tolse i suoi restando nudo ed invitandomi a fare lo stesso. Con lui vicino non avevo problemi a stare nudo,ma da solo non lo avrei mai fatto, cosi’ mi tolsi lo slip e gli misi maliziosamente il culo in vista, strappandogli un sorriso di complicità e guadagnandomi una bella palpata di culo. Quanto mi piaceva farmi toccare il culo, essere palpato e sentirmi desiderato; avevo gia’ una gran voglia di cazzo come sempre ormai.
Gino mi chiese se mi ero visto con zio Tore ed io risposi di no, non piu’ degli altri giorni e gli chiesi il perche’ di quella domanda.
Cosi’ rispose lui aggiungendo poi : sai e’ rimasto turbato da cio’ che ha visto ieri e mi ha chiesto se ci fossimo rimasti male, sopratutto tu; ha detto che lui non se l’e’ presa e si e’ scusato se ci e’ sembrato arrabbiato.
Ha detto anzi che ripensando al tuo culetto bello tondo e liscio che prendeva tutto il mio cazzo dentro, si e’ anche eccitato.
Meno male, dissi io,avevo paura che magari ti sgridasse e potesse parlarne con i tuoi: bel casino sarebbe stato; sono proprio contento che non si sia adirato.
Guarda che zio Tore e’ un tipo forte e simpatico, anche se ha 36 anni e’ rimasto con lo spirito di un ragazzo, e poi anche a lui piace fare sesso, che ti credi?
Sorrisi compiaciuto e mi voltai offrendogli nuovamente la vista del mio culo sperando che mi penetrasse, visto che ero gia’ eccitato e quelle frasi mi avevano invogliato ancora di piu’.
Gino mi fece sentire il suo pisellone gia’ in tiro poggiandomelo tra le chiappe; ti piace? hai voglia? sai cosa devi fare, ho voglia della tua bocca, di un bel pompino.
Si sedette su una grossa pietra che stava li e mi chiese di girarmi e chinarmi per succhiarglielo.
Mi misi a quattro zampe davanti al suo cazzo e cominciai a leccarlo, lasciando che la testa entrasse nella mia bocca. Era calda e dura come sempre e quando sentiva la mia lingua sembrava diventare ancora piu’ dura e più grossa.
Quanto avrei voluto riuscire a fargli un vero pompino, a farlo venire con la mia bocca come lui desiderava.
Lasciai che lui spingesse un po’ oltre la testa entrandolo un po’ di piu’ ma senza perdere il controllo. La toglievo e riprendevo a baciarla e leccarla tutta intorno e sentivo i mugolii di Gino che con la mano un po’ se lo menava e cercava sempre di entrare piu’ dentro la mia bocca. Succhiai ancora il suo grosso glande e speravo si accontentasse e mi inculasse per premio, ma niente.

Ad un tratto dei passi lenti e felpati alle mie spalle, mi girai e vidi che era arrivato zio Tore, cercai di coprirmi ma non avevo nulla a portata di mano e lui tranquillo disse di non farmi problemi.
Gino sorridendo invito’ lo zio a unirsi a noi, a sdraiarsi e prendere il sole nudo e quello non se lo fece ripetere due volte, in fin dei conti era a casa sua.
Rividi cosi’ quel cazzo smisurato e questa volta ufficialmente. Era veramente enorme e pur non essendo del tutto moscio e nemmeno in tira, era veramente qualcosa di esagerato.
Non so di che colore fosse diventato il mio viso, ero veramente stranito, a disagio eppure la situazione mi eccitava.
Zio Tore si era posizionato alla mia destra nudissimo ed io mi ritrovai al centro tra lui e Gino, che nel frattempo si era sdraiato alzandosi dal sasso dove era seduto quando gli stavo succhiando il cazzo.
Avevo la salivazione azzerata, capivo che qualcosa stava per succedere, non riuscivo a dire una parola e aspettavo.
Zio Tore chiese che cosa stavamo facendo prima che arrivasse e Gino con tutta tranquillita’ rispose che stavamo pomiciando e che mi stava insegnando a succhiare per bene il cazzo prima di mettermelo nel culo e mentre parlava mi palpava il culo dicendo allo zio : guarda che bel culo che ha? Ti pare?
Lo zio annuiva e confermando che avevo un bel culo comincio’ a sua volta a toccare, palpare, frugare con quelle grosse mani.
Mi lasciavo palpare da quelle grosse mani e la cosa mi piaceva , mi eccitava e sfacciatamente presi coraggio e misi la mia mano sul cazzo di zio Tore.
Azz…...era caldissimo, al tatto ancora piu’ grosso che alla vista e cominciai a segarlo senza riuscire a stringerlo a pieno con la mano tanto era grosso e sentendo i suoi mugolii di piacere e notando il compiacimento di Gino nel guardare la situazione che si stava creando, ero felice e più tranquillo.
Gino si rimise seduto sul cantone dove era prima e mi invito’ a girami e mettermi anch’io come prima per riprovare a succhiargli il pisellone ed io l’accontentai, mi misi a pecorina e mantenendomi alla sua verga durissima ripresi a baciare la sua testa e a leccarla lentamente.
Zio Tore intanto mi palpava per bene le chiappe ed aveva cominciato ad inumidire il mio buchetto con la sua saliva, toccava e bagnava di saliva cominciando a poggiare pian piano il suo grosso dito sul buco del mio culo e cominciando a frugarci dentro. Entrava un po’ e poi lo toglieva,lo bagnava di abbondante saliva e riprendeva a frugare con quel dito curioso e porco. Gino intanto non mollava la presa e insisteva ad entrarmi in bocca qualche centimetro in piu’ del suo cazzo ormai vergognosamente duro e bollente: avevo tutta la testa del pisello di Gino in bocca e il dito di zio Tore quasi tutto dentro il buco del mio culo. Ero eccitatissimo e percio’ per non rompere quell’incantesimo, non protestavo e lasciai che tutto andasse come stava andando, meravigliosamente .
Avevo il buco ormai bagnatissimo e me lo sentivo cedevole e voglioso e la cosa strana era che non sentivo nessun conato di vomito nonostante Gino avesse preso ad entrare ed uscire dalla mia bocca con la testolona del suo cazzo e cosi’ cominciai a muovere la lingua intorno a quel ben di Dio che avevo in bocca.
D’un tratto zio Tore aveva tolto il dito dal buco , aveva cominciato a bagnarlo in continuazione con la sua saliva, lo bagnava e ribagnava finche’ ad un tratto mi sollevo’ un po’ i fianchi e posiziono’ il suo cazzo immenso proprio dove aveva bagnato: quel contatto corpo a corpo era fantasticamente piacevole; sentivo qualcosa di caldo, duro e maestoso poggiarsi e spingere dentro di me. Zio Tore stava cercando di incularmi, spingeva con convinzione ed entrava. Mi stava inculando davanti al mio uomo che per godere il tutto si era fermato e mi teneva la testa carezzandomi i capelli.
Zio Tore aveva cominciato a spingere più forte, il suo cazzo era veramente grosso e quando finalmente la sua testa riusci’ a farsi largo dentro me, lanciai un urlo di dolore e fuggendo al contrario agevolai quella penetrazione bestiale. Zio Tore spinse forte e mi ritrovai quella 25ina e piu’ di cm di grosso cazzo tutta nel culo.
Mi faceva male, mi sentivo veramente aprire in due ma l’eccitazione di sapere che avevo dentro di me una cosa talmente grossa mi eccitava a tal punto che cominciai io stesso a muovermi per essere chiavato per bene e che chiavata mi stava dando il caro zio Tore.
Dalla foga del piacere che stavo provando, fui ancora io a prendere in mano il cazzo di Gino e mettermelo in bocca; questa volta mi lasciai scopare in bocca come nel culo, seguendo il ritmo del cazzone di zio Tore che mi impalava con dei colpi da paura facendomi venire in continuazione col culo, cosi’ io succhiavo il cazzo di Gino che dal piacere chiudeva gli occhi.
Zio Tore cominciava a mugolare dal piacere, io dalla goduria lo incitavo muovendo il mio culo verso il suo grimaldello e Gino ansimando si godeva il mio primo pompino. Zio Tore di colpo accelero’ i colpi, entrava e usciva dal mio culo ormai indecentemente aperto e dilatato con tutta la lunghezza del suo cazzo immane e urlando: godooooo, godooo mi spruzzò dentro litri di sborra bollente e densa come non ne avevo mai presa. Il suo cazzo si dimenava con scosse fortissime dentro il mio buco dilaniato e completamente rotto dal suo cazzo poderoso.
Gino che aveva capito che lo zio mi era venuto dentro, aumentò anche lui il movimento del suo cazzo dentro la mia bocca e tenendomi la testa mi urlò: vengoooooooooo , ahhhhhh e mi spruzzò un fiume di sborra in gola.
Dovetti divincolarmi perche’ avevo paura di affogare. Sputai velocemente e presi aria ma più di uno schizzo lo avevo inghiottito ed avevo un sapore acre in bocca; solo l’eccitazione della scopata datami da zio Tore rese il tutto gradevole, ero felice, avevo fatto contento il mio uomo, succhiandogli per bene il cazzo come voleva lui ed avevo soddisfatto lo zio Tore prendendo nel culo un cazzo dalle dimensioni bestiali,che mai avrei creduto potesse entrare in un culo, tanto piu’ nel culo di un ragazzo che sino a qualche settimana prima si reputava etero ed era comunque verginissimo.
Eravamo tutti e tre soddisfatti, pur non parlando, la cosa si capiva palesemente.
Ci ricomponemmo e scendemmo giu’ per il pranzo: che mattinata indimenticabile.
Che troiona mi stavo rivelando..