i racconti di Milu
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Prima di pranzare andai in bagno come sempre, sia per lavarmi le mani ma anche per sedermi nel cesso e vedere se scendeva quacosa visti gli stimoli.
Feci un po’ di caca mista a sborra e pulendomi vidi anche qualche macchia di sangue. Mi aveva sistemato bene zio Tore,rotto in culo nel vero senso della parola. Un bel bide’ e raggiunsi gli altri a tavola. Sedendomi mi accorsi di provare un certo dolore al povero fondo schiena, ma facendo finta di nulla cominciai a mangiare nel silenzio totale.
Dopo pranzo sia zio Tore che l’altro zio (che io ormai chiamavo il burbero,perche’ sembrava sempre immusonito) andarono a lavorare e io chiesi a Gino se potevo andare in camera a riposare.
Mi accompagno’ lui stesso e si mise a letto con me.
Gli confessai di avere un gran male al culo e che avevo trovato tracce di sangue e lui mi disse che era normale visto il cazzo che avevo preso, aggiungendo che sarebbe passato presto e invitandomi a dormire e riposare un po’.

Ci svegliammo insieme poco prima delle 19,00, ora di cena,il tempo di andare un attimo al bagno e poi a tavola.

Come al solito si ando’ a nanna subito dopo cena e sinceramente non mi sembrava vero,ero ancora stanco ,dolorante e un po’ impacciato a sostenere gli sguardi di Gino e sopratutto di zio Tore.

Al mattino mi ritrovai fresco e pimpante, il sonno aveva fatto il suo dovere.
Colazione veloce,liberare la stanza per Gino che doveva studiare e via a sdraiarmi al sole con la mia enigmistica, togliendomi anche se da solo il costumino da bagno e rimanendo nudo a pancia a terra e culo all’aria.

Un’ oretta dopo circa,sentii la voce di zio Tore che chiamandomi bonazzone mi chiedeva come stessi.
Risposi di star bene e lui si sedette vicino a me e comincio’ a carezzarmi il culo : che bel culo hai, mi piaci veramente tanto lo sai? E intanto continuava a palpare mentre con l’altra mano si abbassava i calzoni per togliere fuori il gran cazzo, cominciando a menarselo.
Io lo lasciavo fare,non mi dava fastidio che mi palpasse e tanto meno guardarlo mentre si segava, era eccitante,il suo uccello era uno spettacolo gia’ solo a guardarlo.
Inizio’ pian piano ad avvicinare sempre di piu’ il cazzo alla mia bocca e compresi le sue intenzioni. Lo cominciai a prendere in mano e lasciai che quell’enorme testa di minchia arrivasse alle mie labbra, lasciandolo entrare nella mia bocca per spompinarlo. Era enorme e facevo fatica a contenerne anche solo una parte , ma mi eccitava e volli succhiarlo per bene. Lui soddisfatto comincio’ a muoversi, scopandomi in bocca e con le dita mi inumidiva il buco del culo frugandoci dentro. Un po’ sentivo ancora dolore, ma ripeto, l’eccitazione del proibito mi era d’aiuto: era la prima volta che facevo sesso con un uomo senza la presenza di Gino: il mio primo tradimento?
Intanto lo zio aveva due dita infilate dentro il mio culo e stava stantufandomi quel gran cazzo in bocca con ritmo sempre piu’ accentuato. Non duro’ molto, forse anche lui era molto eccitato e mi sentii pochi minuti dopo schizzare in modo esagerato un fiume di lava bollente in gola:avrei voluto sputare ma quel pene gigante era talmente aderente alla mia bocca che non riuscii a staccarmi dalla testa del suo cazzo e percio’ dovetti ingoiare praticamente tutta quella sborra. Mi tolse le dita dal buco del culo, mi disse bravo sorridendo di soddisfazione e aggiustandosi le braghe se ne torno’ sui campi.
Io avevo tutto il cazzo bagnato dai miei stessi umori e cominciai a toccarlo; si ingrossava e decisi di spararmi finalmente una bella sega. Sborrai alla grande svuotando completamente i coglioni sull’erba , finalmente una bella sborrata anche per me, col cazzo,visto che ormai venivo praticamente solo col culo.

Quando terminata la razione di studi, Gino mi raggiunse, si sdraio’ nudo vicino a me complimentandosi per la mia nudita’ inaspettata e carezzandomi il viso mi bacio’ in bocca; mai fatto prima ma la cosa mi piacque, in fin dei conti lui era il mio uomo, il mio fidanzato e gradii la sua lingua ricambiando i suoi baci appassionati. Ormai ero veramente una troia, talmente puttana che non gli dissi di aver visto zio Tore e tanto meno di avergli fatto quella pompa.
Lui comincio’ a toccarmi il culo, mi bacio’ ancora un po’ in bocca e poi ando’ giu’ per leccarmi il buco indolenzito. Fu talmente dolce e piecevole che non potei fare a meno di dirgli : amore ti voglio, incintami, voglio darti un figlio,ora, subito. Sapevo che quelle frasi lo avrebbero mandato in estasi e cosi’ mi ritrovai il suo cazzo nel culo nella posizione da me preferita : pecorina a culo impiperato.
Mi scopo’ alla grande,dandomi della troia sfondata e della bagassona infedele, ma mi scopo’ con passione sborrando tutto il suo desiderio dentro il mio culo gay, froscio, da checa infinita.
Mi toccai come al solito il buco e mi entrai un paio di dita eccitato da quella dilatazione e dallo sperma che le faceva scivolare dentro con facilita’.
Anche quella mattina avevo avuto la mia razione di cazzo (abbondante) ed ero felice di questo, avendo addirittura ancora voglia di essere chiavato, scopato in culo ed in bocca. Aveva ragione Gino, sarei diventato dipendente del pompino come del cazzo in culo, importante era iniziare, ed io avevo non solo iniziato, ma stavo continuando e con mia grande goduria.
Ancora qualche bacio in bocca fra noi, indossammo gli slip e via a lavarci e a pranzo.
Che bella questa scampagnata.