i racconti di Milu
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Dopo pranzo ci furono delle visite da parte di vicini di casa, percio’ tra convenevoli ,un caffe’ ,un bicchiere di birra o vino, la serata scorse veloce e leggera anche per gli zii, che per dovere di ospitalita’ non avevano lavorato.
Solita cena veloce alle 19,00 e tutti a nanna.
Gino si addormento’ immediatamente, come un sasso.
Tra studio e chiavate immagino la sua stanchezza.
Io stranamente non riuscivo a prender sonno, stavo li a guardare il soffitto nel buio della stanza. Sentivo lo zio burbero russare nel letto alla sinistra del nostro, mentre zio Tore alla destra, dormiva silenziosamente.
Avevo addosso una eccitazione pazzesca, una voglia di cazzo incredibile e cosi’ presi a sdittalinarmi il buco del culo voglioso ripensando a cio’ che era accaduto in quei giorni li in campagna. Il buco cedeva e gradiva la sollecitazione delle mie dita. Le muovevo sempre piu’ in fretta e spingevo sempre piu’ infondo, ero veramente affamato, aver nascosto a Gino il pompino fatto segretamente a zio Tore mi faceva impazzire di desiderio, cosi’ come il ricordo di quell’enorme cazzo dentro il mio culo.
Cominciavo a sudare nel letto e mi scoprii nudo continuando a masturbarmi il culo , tanto dormivano tutti.
D’un tratto sento bisbigliare : che fai? Non dormi?
Era zio Tore: non riesco a prendere sonno risposi, e lui sempre bisbigliando mi disse di andare nel suo letto.
Non me lo feci dire due volte e in un battibaleno ero al suo fianco, nudo e speranzoso.
Le sue mani andarono subito al posto giusto, a toccare il mio culetto caldo e voglioso controllando il buchetto con quelle sue dita enormi ed io mettendo la mia mano dentro le sue mutande mi ero gia’ impossessato del suo bel cazzo gia’ grosso.
Mi bacio’ sul collo con ardore, sospirava e mi fece mettere davanti a lui, di fianco girato di spalle, cosi’ che potesse appoggiarsi al mio culo e cominciare a bagnarmi il buco con la sua saliva ed entrando un dito alla volta per massaggiare bene la parte che avrebbe poi bagnato e ribagnato ancora.
Mi piaceva da morire, la situazione era eccitantissima, il rischio che lo zio burbero,ma anche Gino potessero scoprirci rendeva il tutto piu’ eccitante e il mio buco dilatato cosi’ come il cazzone di zio Tore, durissimo, ne erano la dimostrazione.
Io mi muovevo verso zio Tore lasciandomi chiavare dalle sue dita sapienti e quando finalmente sentii che sulla porta del mio culetto stava apoggiando la grossa testa di quel bellissimo cazzo , quasi morivo di felicita’.
Spinse piano controllando la reazione del mio buco, e sentendo che entrava, spingemmo entrambi l’uno verso l’altro come se ci fossimo messi d’accordo: la testa era dentro e il resto continuava ad insinuarsi nel mio intestino: che bello, che piacere provavo. Sentivo quei 28/30 cm di cazzo bollente dentro il mio buco di culo e non avrei voluto altro nella vita: cazzo cazzo cazzo,e quello che cominciava ad andare avanti e indietro fottendomi il culo era il cazzo,un signor cazzo.
Accompagnavo i movimenti di zio Tore col mio culo froscio,rotto ed aperto da quel tronco di felicita’ che mi stava incorporando chiavandomi come la piu’ troia delle baldrache.
Peccato non poter gridare il piacere che provavamo entrambi: sudavamo e ci muovevamo in silenzio facendo in modo che i coglioni sbattessero sulle mie chiappe per poi allontanarsi e sbattervi nuovamente contro, era dolcissimo in quella posizione e non meno dirompente: il mio culo era pieno di un cazzo grossissimo e lungo e stava continuamente venendo tanto era il piacere.
Non so quanto tempo eravamo uniti l’uno all’altro in quella scopata, ma avrei voluto non finisse mai,venivo in continuazione dal culo e mi sentivo bagnatissimo, e continuavo a sgocciolare anche dal pisello moscio.
Una inculata da sballo, rubata e proibita ma gradevolissima: lo zio comincio’ ora a spingere con colpi piu’ lenti ma sempre piu’ in fondo,sempre meglio assestati , il suo cazzo era duro come il marmo ma caldissimo e quando sentii i suoi scossoni riempirmi le viscere di sborra bollente,avrei urlato un siiiiiii pazzesco dalla gioia.
Mi aveva riempito il culo in modo esagerato, un’inondazione di crema densa e bollente e resto’ ancora dentro di me un po’ per fare in modo di darmi sino all’ultima goccia ed anche per evitare che sporcassimo il letto.
Sgusciai silenziosamente fuori da quel letto d’amore e di peccato e silenziosamente ritornai al mio posto,nel mio letto.
Ero bollente da quell’amplesso,eccitatissimo; mi toccai il cazzo e lo sentivo bagnatissimo,mi impregnai le dita del mio stesso umore e le leccai golosamente, poi mi misi di fianco e controllando con le dita le condizioni del mio buco di culo rotto e gravido della sborra di zio Tore, mi addormentai con le mie dita nel culo immaginando di farmi scopare nuovamente la mattina dopo e sempre di nascosto da Gino.