i racconti di Milu
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Qualche volta la vita d’un protagonista che racconta può essere straordinariamente affollata e gremita di buone idee, se è in stato di grazia, oppure da personaggi di varia umanità. Pertanto non fraintendetemi: io le amo le figure e i protagonisti delle mie storie, alcune maggiormente, altre ancora in misura minore, questo lo affermo e lo riconosco. Nulla mi rende maggiormente felice che rincontrarli e rivederli innamorati dove si vogliono bene:

“Dai, racconta ancora, che bello, accadde davvero così? E lui, e lei, esistono davvero? Che fine hanno fatto? Sarebbe stato bello aver avuto una continuazione? Perché non scrivi dei capitoli a tema?” - e via discorrendo.

E’ lecito e addirittura opportuno domandarselo, perché alcuni me lo chiedono, eppure immaginate per un momento soltanto d’essere voi che raccontiate illustrando e narrando al meglio i vostri avvenimenti, le vostre disavventure, assieme alle molteplici vicissitudini della vostra intera e variegata esistenza. Supponete d’essere appassionati, ardenti e carichi di vita, pieni di creatività e di passioni (è difficile, lo so) e che mentre siate intenti a scrivere i vostri personaggi vengano a battervi sulla spalla, non un tocco leggero, no, quasi con un’espressione indispettita e stizzita:

“Ehi tu, hai scritto però di me, lo sapevi? Sono il tuo personaggio, sono quello preferito? Il protagonista, dopotutto mi devi qualcosa, no?”. E voi frattanto rimarcate aggiungendo e proseguendo nel vostro intento:

“Sta’ zitto adesso, pezzo di zuccone, anzi super asino. Non lo vedi che sto scrivendo?”.

Insomma, talvolta è straniante o coinvolgente, invero, a seconda delle circostanze, da farvi venire voglia di non scrivere più (no, questo è impossibile), magari di scrivere d’altro o piuttosto d’altri.

Ai miei personaggi preferiti sono pronto a concedere vita e respiro, non guardatemi però sdegnati né in cagnesco, perché io vi voglio bene sapete, sulla carta però, in quanto vi rendo un’immagine seducente, anziché no, cosicché v’amino anche altri, poi alla fine dello spettacolo tornate dietro le quinte sudati, stanchi, eppure felici. Vi voglio bene, è vero, vi farò il favore invece di non dirvelo mai.

Tutti coloro che raccontano, ipotizzo io nella stragrande maggioranza dei casi, piacciono le tempeste in un bicchiere d’acqua, si dilettano deliziandosi negli sconvolgimenti e nei tumulti, amano fino alla follia, sono solidali e improvvisamente disincantano. E’ invero il loro numero migliore, la magia più riuscita, non c’è nulla di reale, nulla d’autentico come lo intendete forse voi.

Badate bene, vigilate, non innamoratevi in nessun’occasione d’un individuo che racconta, maschio o femmina che sia, controllate e sorvegliate senza sosta.

Adesso mi pare quasi di vederti, comodamente seduto sulla tua poltrona con il tuo sigaro e il tuo bicchiere di whisky preferito, nel leggere e nel rileggere come dici tu, e io dentro la storia.

Sì, indubbiamente, perché il tuo personaggio preferito sono io.

{Idraulico anno 1999}